La storia di Mr. Bugatti: da rifugiato a miliardario

Bugatti (©Facebook Floyd Mayweather)

Il nome Obi Okeke  forse non vi dirà niente. Ma la  storia di Mr. Bugatti, in salsa “sogno americano” è davvero interessante. Partito dalla Nigeria nel 1967, quando aveva appena 5 anni, per sfuggire alla Guerra Civile, con la famiglia si trasferirà dapprima in Svizzera e poi negli Stati Uniti.

La grande opportunità gli arriverà grazie all’incontro con Floyd Mayweather. Ambizioso pugile del Michigan, amante del lusso e delle auto sportive.

Va precisato che il suo ingresso nel business delle quattro ruote inizia decisamente presto. A 15 anni già è attivo nel commercio delle macchine. E dopo sei anni di apprendistato e specializzazione farà il grande salto di qualità.

A 21 anni infatti parte la sua avventura nel mondo delle star. Nelle prime fasi impegnato in un concessionario Ferrari in California, deciderà di rimanere nell’area dei marchi italiani, convertendosi alla Bugatti. Ancora incerto sul da farsi agirà prima in qualità di socio del brand e successivamente diventerà indipendente.

Ecco quindi l’aiuto prezioso di Mayweather, che per soddisfare i propri desideri di sfarzo, comprerà da lui decine di auto da collezione. Facendo poi passaparola con altri personaggi dello spettacolo. A questo punto avviene la trasformazione. O meglio la nascita di Mr. Bugatti. L’uomo dagli occhiali da sole portati in ogni condizione climatica e dalla dentatura perfetta. Capace di vendere sogni.

La sua dedizione, l’impegno e la facilità nel concludere le vendite gli garantiranno un posto fisso tra i riferimenti del lusso. Per capirci più del 90% dei veicoli introvabili e prestigiosi che sono passati dalle sue mani non hanno mai avuto bisogno di finire all’asta.

Il suo trucco? Non apparire come un semplice piazzista. Ma cercare di capire il carattere e le finanze del potenziale cliente e da lì stabilire una cifra e l’auto a lui più adatta.

Un atteggiamento poco invasivo e professionale, che ha fatto diventare uno ragazzo, che poteva finire in mezzo ai tanti rifugiati politici, un miliardario.