MotoGP, a Sepang l’asfalto diventa un caso

Sepang (©Getty Images)

Il tracciato di Sepang, in Malesia è teatro ogni anno, oltre che delle gare del Motomondiale, anche dei testi pre-stagionali. Nel 2016 è stato completamente riasfaltato ricevendo complimenti da più parti per il livello di aderenza, davvero molto elevato sia in condizioni di asciutto che di bagnato. Purtroppo però tra tanti complimenti ci sono anche alcune note dolenti.

Sepang, infatti, presenta una persistente difficoltà nel far asciugare la pista. In particolare nella curva 9 per molto tempo restano alcune macchie umide. Questa naturalmente durante i test ha causato notevoli ritardi di sviluppo per i team. Come riportato da “crash.net” della questione ha parlato anche Jarno Zaffelli di Dromo Circuit Design.

Zaffelli ha così risposto: “Sepang International Circuit (SIC) è il titolare del contratto con Nippon Road. Quello che noi abbiamo fatto è stato quello di avvisare SIC ciò che era buono e ciò che non lo era. Ora spetta a SIC spingere Nippon Road per adeguare il tracciato alle specifiche del Motomondiale”.

Alla domanda su quali siano le cause risponde: “Per prima cosa non capisco da dove proviene l’aspettativa che Sepang si asciughi in un’ora. Il tempo era nuvoloso, c’erano 25 gradi al mattino e l’assenza totale di vento. Avevamo chiesto del bitume più resistente, pensavamo che era la cosa adatta ad un clima tropicale, ma per ora il caldo non è ancora arrivato. A quanto pare la stagione delle piogge è sempre più lunga”.

“Quindi in queste condizioni così particolari non sempre l’asfalto riesce ad asciugarsi velocemente. Tuttavia capisco quale è il problema dei piloti, si tratta di visibilità. Il bitume è ancora troppo “giovane” quindi l’asfalto ha questa colorazione nera che non permette di capire dove è bagnato e dove no. A Misano ci siamo accorti che asciugava più lentamente, ma nessuno si è lamentato perché essendo un tracciato più piccolo il bitume è invecchiato più velocemente”.

Zaffelli: “Abbiamo avuto gli stessi problemi anche altrove”

A chi gli chiede cosa si può fare per risolvere il problema risponde: “Io direi semplicemente di aspettare, abbiamo fatto delle simulazioni e abbiamo visto che l’asfalto invecchiandosi dovrebbe migliorare. Questo procedimento potrebbe essere fatto anche da noi artificialmente. Lo abbiamo fatto in Formula 1, ci è stato chiesto anche in MotoGP in Austria e ora potremo farlo anche qui. L’unico problema è che a Sepang è tutto molto più lento nel processo decisionale”.

Un passaggio anche sulle macchie nella curva 9: “Nella curva 9 l’acqua riempie l’asfalto perché lì è poroso, hanno cercato di inserire il drenaggio laterale, ma questo non ha risolto il problema. A volte succede di trovarsi dinanzi a tali situazioni, è capitato anche al Mugello. Il passo successivo sarà quello di sigillare tutti i “buchi” con un prodotto particolare”.

Sepang ora è in attesa di un feedback da parte del contraente. Naturalmente le priorità sono i rettilinei principali e la curva 9. L’anno passato sono diminuiti tanto gli incidenti, anche in condizioni di bagnato”.

Antonio Russo