Troy Bayliss: “Mi attendo molto da Melandri e Ducati”

Troy Bayliss (©Getty Images)

Per gli amanti delle due ruote tra gli anni ’90 e 2000 ha rappresentato un simbolo assoluto di coraggio e dedizione. Troy Bayliss, ormai convertito alla più facile posizione di spettatore della MotoGP e soprattutto della Superbike, categoria che lo ha consacrato tra le stelle delle moto con tre sigilli iridati nel 2001, nel 2006 e nel 2008 con la Ducati, dopo aver fatto professione di fede nei confronti di Jorge Lorenzo, a cui nel 2017 spetterà l’arduo compito di riportare la Desmosedici al successo mondiale nella categoria regina, ha dedicato un pensiero alle derivate dalla serie

“Il livello delle scuderie e dei piloti impegnati quest’anno nella SBK è davvero buono, quindi credo sarà un campionato eccitante” – ha dichiarato al sito worldsbk.com.

“Chaz Davies con la Ducati del team Aruba mi sembra essere quello più in forma e nei test si è dimostrato piuttosto competitivo. Ovviamente l’appoggio del mezzo e della squadra sta giocando un ruolo importante, comunque mi pare molto forte, così come sono convinto farà bene il suo compagno di box Marco Melandri” – ha proseguito nell’analisi della stagione in avvio il 26 febbraio in Australia – “E poi non dobbiamo dimenticare il duo della Kawasaki. Insomma sono certo che assisteremo ad una vera ed avvincente battaglia”.

Quindi sulla sua vita da pensionato il 47enne, entrato nella leggenda per essersi fatto amputare la falange del dito infortunato pur di partecipare a Gara 2 del GP d’Europa di Donington nel 2007, ha scherzato: “Mi piace rimanere qui seduto a guardare gli altri correre. Sinceramente il periodo in cui ero in attività mi pare lontano anni luce. E’ bello poter rappresentare la Ducati in Australia. Tra l’altro il nostro campionato nazionale gareggerà a margine del weekend ufficiale e già non vedo l’ora di assistere alla corsa”.

Infine Troy Bayliss ha voluto dedicare qualche parola alla categoria appena nata dal nome World Supersport 300: “A mio parere è ottima per chi è agli inizi della carriera. La paragonerei alla Moto3. Lì i ragazzi sognano di arrivare alla MotoGP, qui invece alla SBK”.

Chiara Rainis