MotoGP, Zamagni: “Motore Yamaha migliorato, ma incognita gomme”

Maverick Vinales Valentino Rossi
Maverick Vinales e Valentino Rossi (©Getty Images)

Il campionato MotoGP 2017 scatterà il 26 marzo in Qatar sul circuito di Losail e ci sono tante attese. Quest’anno potenzialmente può essere decisamente molto più interessante rispetto al 2016. Ci sono molti fattori che fanno propendere verso questo pensiero.

Innanzitutto c’è un Marc Marquez che con la Honda rappresenta un binomio fortissimo. Il campione in carica vorrà sicuramente ripetersi. Ma la concorrenza non stata a guardare. In primis la Yamaha, che ha nell’esperto e sempre affamato Valentino Rossi e nel giovane ambizioso Maverick Vinales i propri candidati al titolo. C’è poi la Ducati, che ha ingaggiato Jorge Lorenzo per puntare al Mondiale. E infine una Suzuki da non sottovalutare, con un Andrea Iannone molto motivato a fare bene. Decisamente indietro, almeno per adesso, Aprilia e KTM.

Campionato MotoGP 2016: l’analisi di Zamagni

Il giornalista Giovanni Zamagni su La Gazzetta dello Sport oggi ha analizzato la situazione dei principali team della MotoGP. Per ciascuno ha spiegato aspetti positivi e negativi. Noi di seguito riportiamo le sue impressioni su Yamaha, Honda e Ducati.

Per quanto riguarda la Yamaha, il suo pensiero è decisamente positivo. Queste alcune sue considerazioni: “La M1 versione 2017 è cresciuta nelle prestazioni: il 4 cilindri in linea ha più accelerazione e velocità massima, punto debole del 2016. La Yamaha si conferma una moto relativamente facile, come confermano gli ottimi crono dei due debuttanti del team Tech3. Rimane da verificare il consumo delle gomme in gara e l’efficacia nei cambi di direzione”.

Il team Movistar è quello che sembra più avanti, in base a quanto visto in Malesia. Però ci saranno i prossimi test in Australia e Qatar  a chiarire meglio i valori in pista. La Honda a Sepang ha avuto qualche difficoltà e Zamagni ne parla così: “I problemi sembrano sempre gli stessi: rimane problematica la gestione della potenza in accelerazione. Dopo la tre giorni di Sepang, Marquez non era così soddisfatto come ci si potesse aspettare, nonostante gli ottimi tempi ottenuti: segno che qualcosa non funziona, soprattutto a livello elettronico. Per contro, la RC213V è una moto che si adatta perfettamente alle caratteristiche di Marc, capace di fare una gran differenza in ingresso curva e nei cambi di direzione”.

In casa Honda ci si affida soprattutto a Marc Marquez, anche se pure Dani Pedrosa nell’ultimo giorno di test malesi è andato bene. Poi c’è la Ducati, forse la squadra da cui ci si attende più progressi nel 2017. Ecco i commenti di Zamagni: “Dovizioso è soddisfatto dei progressi fatti, Lorenzo ha cominciato a capire la DesmosediciGP. Sostanzialmente, rimangono i punti forti e deboli delle precedenti versioni: il «motorone» firmato Ducati spinge come nessun altro, ha una potenza impressionante e in rettilineo è imbattibile. Continua a esserci, però, una certa tendenza al sottosterzo: a centro curva, la moto non chiude la traiettoria, come fanno le rivali giapponesi”.