MotoGP, Danny Aldridge: “La carenatura Yamaha è legale”

Valentino Rossi a Sepang
Valentino Rossi a Sepang (©Getty Images)

L’aerodinamica sarà la grande incognita della stagione 2017 di MotoGP. Yamaha ha mostrato già le sue carte nei test di Sepang, svelando la soluzione delle alette interne. Danny Aldridge, direttore tecnico, ha promosso l’invenzione e resta in attesa di conoscere, per poi approvare, le scelte degli altri team.

Dal prossimo campionato saranno vietati rigonfiamenti, alette e sporgenze di ogni tipo sulla carenatura per una questione di sicurezza. Un’imposizione rigida ma non troppo restrittiva, onde evitare di avere moto standard. “Quando abbiamo discusso le nuove regole per quest’anno, abbiamo avuto due opzioni principali – spiega Aldridge a Crash.net -. La prima era di essere molto severi, molto limitati, con dimensioni impostate di carenatura. Ma probabilmente avremmo finito per rendere uguali le moto. Invece abbiamo scelto la seconda opzione, che era quello di applicare le regole molto liberamente, dandomi la possibilità di decidere ciò che è giusto e ciò che non lo è”.

Presentazione progetti fino al 23 marzo

L’opzione Yamaha è stata consentita perchè non ci sono rigonfiamenti sulla carenatura che presenta una curva continua da cima a fondo. “Quello che non vogliamo sono le sporgenze dalla carenatura ad angoli di 90 gradi o con eventuali improvvisi cambiamenti di raggio”. All’interno della carenatura i team saranno liberi di muoversi per soddisfare al meglio le esigenze dell’aerodinamica. E la soluzione Yamaha potrebbe essere applicata da molti team. “Ma sono sorpreso che abbia svelato così presto la sua soluzione”, ha ammesso Danny Aldridge. “Ma ovviamente hanno bisogno di testare e ottenere più dati rispetto agli altri”.

Qualcuno sta ancora provando con le vecchie ali, ma sarà consentito fino all’ultimo giorno di prove ufficiali in Qatar. Altri ancora non hanno avanzato nessun progetto aerodinamico. Sarà rischioso attendere fino al giovedì del GP del Qatar, ultimo giorno disponibile per presentare le soluzioni da adottare. Perchè in caso di bocciatura potrebbero ritrovarsi in alto mare. “Ho fortemente raccomandato a tutti i produttori di mostrarmi prima i loro progetti”. E forse già a Phillip Island qualcun’altro svelerà le sue carte in tavola.

L.C.