Lucio Cecchinello: Honda non riesce a produrre novità per tutti

Lucio Cecchinello (©Getty Images)

Lucio Cecchinello ha cominciato la propria carriera nel Motomondiale conquistando 7 vittorie e 19 podi in 149 gare gareggiando in 125 con Gazzaniga, Honda e Aprilia. Dopo il ritiro però ha fondato il Team LCR con moto Honda. Al primo anno nella MotoGP nel 2006 Cecchinello ha subito scovato un grande talento, quello di Casey Stoner. L’australiano, infatti, fa il suo esordio nella classe regina del Motomondiale proprio con la squadra dell’italiano alternando grandi prestazioni a rovinose cadute.

Nelle ultime 2 stagione, grazie all’apporto di Cal Crutchlow il Team LCR si è tolto diverse soddisfazioni. In particolare nell’ultima annata sono arrivate ben 2 vittorie. Una al Gran Premio della Repubblica Ceca e una al Gran Premio d’Australia. Lucio Cecchinello ora spera di poter intensificare i suoi rapporti con Honda, soprattutto dopo il recente incontro con i vertici del marchio giapponese.

Lucio Cecchinello: “Crutchlow ha dato una mano ad Honda”

Come riportato da “motorcyclenews.com” Cecchinello ha parlato del rapporto con Honda: “Per me è stata la prima volta nella sede Honda ed è stato molto interessante. Di solito vado in HRC, è stato un buon incontro. Stanno lavorando duramente per migliorare le prestazioni della moto. L’Honda sta collaborando sempre di più con i team satelliti così come fanno gli altri marchi ufficiali”.

Un passaggio anche sul mondiale appena concluso: “L’anno scorso hanno vinto il campionato del mondo costruttori con soli 13 punti di vantaggio e Cal ha messo fieno in cascina per loro. Indubbiamente il titolo piloti è importante, ma anche quello costruttori ha la sua valenza”.

Lucio Cecchinello poi chiude parlando del futuro: “HRC sta lavorando in molte discipline del motorsports ed è per questo che non riesce a produrre novità da testare per tutti i suoi piloti, ma solo per quelli ufficiali. Quello che sappiamo è che le novità arriveranno prima nel team ufficiale e infine arriveranno anche a noi”.

Antonio Russo