Loris Capirossi: “La Yamaha sembra facile da guidare”

Loris Capirossi (©Getty Images)

Loris Capirossi è sicuramente tra i piloti italiani più amati e vincenti di sempre. Il record del ’90 con il titolo in classe 125 vinto ad appena 17 anni (il più giovane di sempre) lo ha letteralmente consegnato alla storia del Motomondiale. Gli anni in Ducati e le battaglie epiche con Valentino Rossi coniugate alla sua innata simpatia lo hanno reso una vera e propria icona del motociclismo.

Alla fine della stagione 2011 Capirossi ha deciso di lasciare il Motomondiale e ha trovato sin da subito posto negli studi di Sky dove ha cominciato a fare da opinionista. Ora però arriva la grande opportunità per lui di ritornare in MotoGP all’interno della Direzione Gara, nel posto lasciato vacante da Javier Alonso.

Come riportato dalla “Gazzetta dello Sport” l’ex pilota sembra molto eccitato dal nuovo incarico e afferma di essere stato avvisato dalla Dorna del nuovo incarico appena 15 giorni dopo la fine del Mondiale. Capirossi però promette anche di continuare a fare parte della delegazione alla sicurezza. Sul suo rapporto con i piloti, invece, afferma: “Sono vicino a tutti i piloti, so cosa significa fare questo lavoro. Proverò ad essere al loro fianco”.

Capirossi: Niente più Sky per me

L’ex Ducati si è poi lasciato andare ai ricordi e in particolare al 2003, anno in cui con Valentino Rossi ha fondato la Safety Commission per lavorare sulla sicurezza. L’idea in ogni caso è quella di non stravolgere il lavoro fatto sin qui in Direzione Gara. Sul rapporto con Sky, invece, Capirossi è categorico: “Mi spiace, la tv è stata una bella esperienza, ma è incompatibile con questo nuovo incarico”.

Sul mondiale che sta per cominciare, infine, ha aggiunto: “Sarà bellissimo, ancora di più di quello 2016. Suzuki e Ducati vanno forte, Honda ha avuto qualche problema all’inizio, ma poi sembra aver trovato la quadratura. L’Aprilia l’ho vista molto bene, mentre la KTM è comprensibilmente in difficoltà. Tra tutte, la Yamaha sembra quella più facile da guidare. Vinales e Iannone vanno forte e lo stesso Lorenzo sembra già essersi adattato bene. Anche Bautista mi è piaciuto molto”.

Antonio Russo