La F1 si fa un selfie benefico

Nico Rosberg GP Italia F1 2016 (©Getty Images)

La selfie mania, sintomo di un’epoca moderna autoreferenziale e vanesia, ha trovato un suo fine positivo grazie alla F1.

Lo scorso venerdì sera a Londra si è tenuta la ZOOM, asta benefica sostenuta da piloti e dirigenti delle scuderie, giunta alla sua quinta edizione e quest’anno dedicata alla Fondazione Starlight Children’s.

I fan del Circus hanno quindi avuto la possibilità di aggiudicarsi subito delle foto autografate dei loro beniamini. Protagonisti principali: Nico Rosberg, Lewis Hamilton (che con sé ha immortalato il tramonto sulle Isole Truks e Caicos) Bernie Ecclestone, Kimi Raikkonen (in uno shot ravvicinato dalla sua visiera per la pioggia) Daniel Ricciardo e Max Verstappen (immortalato in una splendida vista dall’alto di Montecarlo), oltre al gruppo dei boss Éric Boullier (McLaren), Christian Horner (Red Bull), Toto Wolff (Mercedes), Maurizio Arrivabene (Ferrari) e Günther Steiner (Haas), insieme autori del così definito “primo selfie dei team principal della storia”.

Tra gli autoscatti più apprezzati quello del campione del mondo 2016 sul podio di Monza con l’ormai celebre invito al pubblico ad unirsi ad un coro da stadio.

“E’ stato un momento molto toccante” – ha spiegato il Rosberg – “Era la prima volta che vincevo in Italia ed era pieno di fan. Cantare con loro mi aveva dato la pelle d’oca. Chiesi a Vettel una foto assieme ai nostri preparatori e lui disse immediatamente di sì”.

Dal suo lancio nel 2012 l’iniziativa ha raccolto oltre 100.000 sterline e per quanto riguarda quest’anno molto potrà essere ancora fatto visto che l’asta proseguirà online su www.zoom-f1.com.

“ZOOM è un ottimo progetto” – ha dichiarato l’ex Supremo della F1 Ecclestone – “Siamo fieri di sostenerlo e di dare un contributo alla sua raccolta fondi. Siamo altrettanto contenti di accogliere il nuovo partner Starlight Children’s Foundation che tanto sta facendo per realizzare i sogni dei bambini malati portandoli puntualmente a vedere il GP di Monaco”.

Chiara Rainis