F1, Antonio Giovinazzi ha provato la Ferrari a Fiorano

Antonio Giovinazzi (Photo Facebook Ferrari)

Antonio Giovinazzi  ha effettuato qualche giro di pista al volante della Ferrari SF15-T vincitrice di tre gran premi nel 2015 con Vettel.

Dopo il piccolo assaggio sul simulatore all’indomani del weekend di Monza lo scorso 5 settembre, questo giovedì il vice campione GP2 ha potuto farsi un’idea vera e propria dell’effetto che fa averla tra le mani.

In azione di buon mattino in un circuito di Fiorano ingrigito dalla nebbia, il pugliese, promosso al termine della passata stagione a pilota di riserva del Cavallino, ha svolto il programma approvato dalla FIA, dedicato alla comparazione dei dati virtuali con quelli effettivi.

“Ho provato una sensazione fantastica essendo la prima volta che guidavo una F1” – ha dichiarato alla fine – “Per un italiano uscire dalla pit lane al volante di una Rossa è un’esperienza incredibile. Il test in sé è stato molto interessante con tutte le procedure da seguire. I ragazzi del team sono stati molto gentili e mi hanno aiutato rendendomi il compito più facile, per cui ci tengo a ringraziarli”.

Il 23enne di Martina Franca tornerà al lavoro venerdì con la stessa auto. La prossima settimana invece passerà al muletto utilizzato nel 2016 da Maranello per le prove Pirelli dedicate alle sviluppo delle gomme 2017.

L’errore di Vettel

Mentre Giovinazzi si gode l’ebrezza del debutto, qualcun altro, secondo Gerhard Berger, si dovrebbe mangiare le mani per aver ceduto alla lusinghe della Scuderia.

“Nel 2014 in molti hanno avvicinato la mossa di Vettel a quella di Schumacher del 1996″ – la riflessione dell’ex driver austriaco a Motorsport Aktuell – “Ma se Michael si era portato in valigia diverse persone fidate dalla Benetton, lui non si è tenuto nessuno della Red Bull e questo è stato un grande errore”.

Poi facendo una previsione sul campionato in avvio il 57enne ha sentenziato: “Non credo assisteremo a grossi cambiamenti per il team. Dovesse finire così Sebastian si troverà costretto a prendere un decisione”.

Chiara Rainis