Luca di Montezemolo: “Sbagliato passare al motore ibrido”

Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan e Luca Cordero di Montezemolo (©Getty Images)

Secondo Luca di Montezemolo l’errore più grande da lui commesso in qualità di Presidente della Ferrari, carica che non ricopre più dal 2014, è stato concedere il proprio nullaosta alla rivoluzione dei motori e alla loro trasformazione in power unit. Un cambiamento che finora non ha esattamente giocato a favore della Rossa.

“Oggi posso dire di aver sbagliato, ma allora non mi sembrava giusto porre un freno al progresso per paura” – ha dichiarato a La Repubblica svelando poi un segreto.

“Un giorno Niki Lauda mi confessò che alla Mercedes avevano iniziato a lavorare sui nuovi propulsori nei 2007 e così capii la motivazione del loro grosso interesse per l’introduzione delle PU” – le sue parole.

Positiva l’uscita di Ecclestone

Con spirito avanguardista l’attuale boss di Alitalia ha invece appoggiato il recente licenziamento del Supremo Ecclestone ad opera della Liberty Media, neo proprietaria dellaF1.

“Era inevitabile. Non si può chiedere ad una persona di 86 anni di modernizzarsi, allo stesso modo non era possibile che chi ha acquistato il Circus per 8,5 milioni di dollari rinunciasse a modificare un business che ha bisogno di forti interventi” – la sua tesi – “Il vero problema per il nostro sport è stato l’ingresso del gruppo d’investimenti CVC un decennio fa. A loro interessava soltanto recuperare soldi e Bernie forse si era illuso di poter fare tutto da solo”.

La F1 cambierà

Per non farsi mancare niente l’avvocato caro a Gianni Agnelli ha voluto giocare a Frate Indovino.

“Nel futuro le gare saranno più corte e la comunicazione con gli spettatori più efficace e coinvolgente. Le regole verranno semplificare e le radici europee rafforzate. Non si vedranno più Gp senza senso come quello di Corea e dell’India, mentre in America si avranno al massimo due appuntamenti” – la sua previsione – “Anche i piloti torneranno ad essere centrali e più liberi di parlare. Enzo Ferrari sosteneva che la vittoria è divisa a metà tra auto e corridore. Oggi l’equazione è 80-20”.

Chiara Rainis