Nel 2017 la Ferrari potrebbe fare flop secondo la dirigenza Williams

Ormai da dieci anni a secco di titoli mondiali (l’ultimo è quello che porta il nome di Kimi Raikkonen e data 2007) la Ferrari potrebbe essere costretta ad aspettare ancora un po’ prima di tornare ai fasti di una volta. A lanciare la “gufata” il direttore tecnico della Williams Pat Symonds, convinto della scarsa efficacia del sistema organizzativo orizzontale messo in atto dalla Scuderia dopo la partenza del progettista James Allison nelle prime fasi della passata stagione.

“Credetemi. Non funzionerà” – ha sostenuto l’inglese a La Gazzetta dello Sport – “Di recente anche la McLaren ha introdotto quel genere di struttura ma va tenuto presente che in F1 c’è bisogno di ingegneri dalle spalle abbastanza solide per dettare alla squadra la strada da seguire. Due ottimi esempi sono stati Ross Brawn e Rory Byrne“.

“Per quanto riguarda James, non conosco le ragioni del suo abbandono ma avendo lavorato con lui per diversi anni posso dire di rispettarlo molto. E’ un tecnico eccellente e un uomo capace di fare progredire il gruppo. Se l’avesse tenuto, oggi la Ferrari sarebbe più forte” – la considerazione del 63enne.

Il Cavallino deve tornare rampante

Mentre a Grove si respira aria di scetticismo a proposito di una prossima ripresa della Rossa, qualcun altro prega per un suo recupero immediato.

“Sarebbe bello se la battaglia per la vittoria fosse più accesa” – ha dichiarato la boss Sauber Monisha Kaltenborn a F1i.com – “Non è mai positivo quando ci sono casi di supremazia per un periodo così lungo come quello delle Frecce d’Argento. Se il Cavallino dovesse dominare nel 2017 sarebbe meglio rispetto ad un nuovo campionato targato Mercedes anche perché possiede tifosi in tutto il mondo”.

Per Prost ci vuole più calma

Desideroso di rivedere il team di Maranello in lotta per il successo anche Alain Prost, in Italia nel 1990 e nel 1991.

“Ho corso lì per due stagioni. Una è stata meravigliosa, l’altra terribile. A mio avviso in un ambiente competitivo come il Circus non ci si può permettere di avere tanti cambi d’umore. Occorre un comportamento più misurato. Comunque capisco che sia facile perdere la calma quando si promettono risultati che poi non arrivano” – la riflessione del Professore.

Chiara Rainis