F1, Flavio Briatore: “Il licenziamento di Ecclestone è stato poco elegante”

La cacciata del Supremo Ecclestone dai vertici della F1 non appena subentrata la nuova proprietà targata Liberty Media ha creato panico e stupore nel paddock più ambito al mondo. Piuttosto critico nei confronti della decisione presa dagli americani Flavio Briatore, solidale con i protagonisti a vario titolo della massima serie convinti di affrontare una rivoluzione graduale ed invece alle prese con un cambiamento radicale ed immediato.

“Ho trovato questo passaggio di consegne davvero poco elegante. Con Bernie condividevamo le medesime idee e fu lui a finanziare le operazioni Ligier e Minardi. In molti sono diventati di successo grazie al suo contributo. Anche chi non se lo meritava” – lo sfogo del manager di Verzuolo a La Gazzetta dello Sport.

“Detto ciò ho lavorato con Ross Brawn (appena eletto managing director del Circus) per otto anni. E’ un eccellente ingegnere e un’ottima persona. Dovrà però assicurarsi che tutti seguano una sola direzione e insistere sulla riduzione dei costi” – ha proseguito il mentore di Fernando Alonso.

La F1 è troppo tecnica

E se i piccoli team affondano come dimostrato dal fresco abbandono della Manor, già salvata in extremis a fine 2014 quando si chiamava Marussia, il Califfo dei ricchi sembra averne una chiave di lettura, oltre ad una soluzione.

“L’immagine attuale della F1 è decisamente triste” – la sua riflessione –  “Le squadre faticano a causa della crisi economica e i circuiti lo stesso. Pensate a Silverstone che rischia di perdere la gara,  o a Singapore e alla Malesia che dovrebbero uscire dal calendario a fine 2017. Ad oggi l’unica che ci sta guadagnando è la CVC con i diritti televisivi e la colpa è un po’ di tutti. FIA e scuderie hanno votato a favore dell’introduzione dei costosi motori ibridi ma se ci fosse stata ancora la FOTA (Associazione Costruttori sciolta nel 2014) un provvedimento del genere non sarebbe mai passato”.

“Dal punto di vista sportivo credo poi si debba tornare ad un campionato per piloti e non più per ingegneri come adesso, ricongelare i propulsori e avvicinare le prestazioni” – il consiglio del 66enne.

Chiara Rainis