MotoGP, Andrea Dovizioso: “Senza ali c’è meno sicurezza”

Andrea Dovizioso (photo Facebook)

Dal 2017 alette aerodinamiche vietate per tutti in MotoGP. Andrea Dovizioso spiega le conseguenze della scelta regolamentare, una decisione fortemente voluta da Honda e che penalizza Ducati in particolar modo.

Il team di Tokyo ha spinto tanto per vietare le ali adducendo motivi di sicurezza. In caso di incidente, a suo dire, potevano rivelarsi pericolose per l’incolumità dei piloti. Una teoria che lascia spazio a molti dubbi e che nasconde una mossa per rallentare le Rosse di Borgo Panigale. Da quest’anno nessuna moto potrà presentare appendici aerodinamiche e le conseguenze non saranno irrilevanti.

“Dobbiamo adattare l’aerodinamica della moto e l’elettronica – spiega Andrea Dovizioso a Speedweek.com -. Durante il test di Valencia ho condotto un piccolo test di confronto con e senza ali. La differenza è molto grande. La differenza più grande è la sicurezza, che in precedenza nessuno capiva. La sicurezza adesso è più bassa”. Non solo per la Ducati ma per tutti i team di tutte le scuderie.

Nel 2017 cambia la strategia aerodinamica

“Negli ultimi anni, la forza verso il basso dalle ali è cresciuto. Passo dopo passo, attraverso lo sviluppo. Per noi la forza verso il basso era abbastanza grande. Una volta senza di esse ho perso l’equilibrio in uscita di curva. Con le ali non è accaduto – ha sottolineato il Dovi -… Senza nessun peso sulla parte anteriore non si può davvero controllare la direzione della moto”.

Le scelte finali in termini di aerodinamica saranno visibili solo nella prima gara in Qatar. Per questo motivo le presentazioni delle nuove Yamaha e Ducati sono “parziali” affinchè gli avversari non scrutino le soluzioni altrui. Adesso serviranno aggiustamenti da parte dei tecnici di tutte le squadre, da parte dei piloti che dovranno modificare lo stile di guida e da parte della Michelin che dovrà rivedere le gomme anteriori.

“Ora tutti i produttori devono adattarsi alla nuova regola. I driver andranno avanti senza alette, ma il confronto è snervante. Poi si nota la grande differenza – ha concluso Andrea Dovizioso -. Ma ora è lo stesso per tutti. Tutti noi dovremo adattare lo stile di guida e il set-up in base alla scelta fatta”.