F1, termina l’era Bernie Ecclestone: “Mi hanno licenziato”

Bernie Ecclestone
Bernie Ecclestone (©Getty Images)

Sembrava che Bernie Ecclestone potesse rimanere alla guida della F1 ancora per qualche anno, invece la sua era è conclusa. Infatti, è notizia di queste ore che lo storico boss del Grande Circus delle quattro ruote è ormai fuori dai giochi.

E’ stato il diretto interessato a comunicare ad Auto Motor und Sport quanto appena accennato: “Sono stato licenziato oggi, vado via. E’ ufficiale, non conduco più l’azienda e la mia posizione è stata rilevata da Chase Carey. La mia nuova posizione è uno di quei termini americani, tipo Presidente onorario. Ma non cosa significhi”.

Il consorzio Liberty Media, che sta completando l’acquisto della F1,  ha deciso di non avvalersi di un personaggio che ha fatto la storia di questo sport. Per lui è previsto un ruolo da presidente onorario, ma nulla di più. Il potere decisionale sarà in mano ad altre persone. E’ in dubbio anche la permanenza dell’86enne uomo d’affari inglese all’interno del Consiglio Mondiale della FIA: “Ne dubito. Devo parlarne solo con Jean Todt”. Stando alle indiscrezioni raccolte dalla BBC, in settimana darà le sue dimissioni forzate da patron del Circus.

La sua era è durata quasi quarant’anni. Siamo di fronte a un cambiamento storico e c’è curiosità di vedere come andrà il futuro. Tutti sperano in una Formula1 più prospera e spettacolare. Ecclestone sicuramente è dispiaciuto per il suo accantonamento, ma dopo tanti anni di carriera riesce a mantenere calma e serenità: “I miei giorni in ufficio saranno più tranquilli adesso. Forse presenzierò a un Gran Premio in futuro. Ho ancora molti amici in Formula 1 e ho ancora abbastanza soldi per permettermi visite alle gare”.

Libery Media non vuole avere una figura sola che decisa le sorti della F1. Preferisce avere un board con più persone, una sorta di oligarchia, a decidere il futuro di questo sport. Si parla della possibilità che in questa sorta di team possa entrarci Ross Brawn, ex direttore tecnico di Ferrari e Mercedes.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan)