Liberty Media toglie soldi a Ferrari

Ferrari (©Getty Images)

Con l’arrivo di Liberty Media Corporation all’interno del circus della Formula 1 molte cose stanno per cambiare. L’obiettivo è praticamente scontato, incrementare i proventi e naturalmente l’unico modo per farlo è quello di creare un seguito più corposo intorno alle monoposto.

Tra le idee dell’ultimo minuto, sembra esserci quella di redistribuire gli introiti commerciali in maniera più equa. Attualmente, infatti, vi sono alcune quote riservate e che quindi premiano quei team che hanno una maggiore storia all’interno della Formula 1. Naturalmente in questo la fa da padrone la Ferrari, che ad oggi, riceve una quota pari a 90 milioni di dollari ogni anno.

L’amministratore delegato di Liberty Media, Greg Maffei, in merito alla questione ha così dichiarato: “La Ferrari dispone di tante entrate dovute alle sponsorizzazioni. Quindi andare a bilanciare la situazione economica dei team porterebbe giovamento anche a Maranello. La creazione di una Formula 1 più attrattiva aiuta a far accrescere i nostri introiti e quindi dovrebbe pensarci anche Ferrari”.

Ecclestone sempre più lontano dalla Formula 1

La nuova azienda è pronta a ristrutturare tutta la Formula 1, partendo proprio da Bernie Ecclestone che,  potrebbe essere presto destituito o confinato semplicemente alla carica di presidente onorario. Come riportato da “Sky News” l’ex uomo Ferrari Ross Brown potrebbe ricoprire un ruolo importante nel nuovo organigramma della Formula 1.

Tanti ancora i problemi comunque da risolvere dalla Manor, che continua ad essere a rischio fallimento al pubblico che negli ultimi anni ha lasciato più di qualche Gran Premio con gli spalti semi-vuoti. L’idea è quella di aprirsi a nuovi mercati e ai social per avvicinare un seguito più ampio.

Remissivo comunque appare sulla questione Ecclestone, che intercettato da “Press Association” ha così dichiarato: “Stiamo cercando di mettere insieme la squadra che possa occuparsi di tutte le varie componenti della Formula 1 come sponsorizzazioni e cose del genere. Come ho detto, vediamo come andranno le cose e come loro vogliono operare”.

Antonio Russo