Red Bull convinta…Nel 2017 avrà il telaio migliore della F1

Che fosse una scuderia dura a morire lo si era capito dalla verve con cui nel 2015 aveva aggredito la Renault, rea di non averle fornito un propulsore all’altezza della situazione, e nella passata stagione aveva saputo trasformare quella stessa rabbia in energia utile per recuperare terreno sulla Mercedes e sorpassare la Ferrari.

A poco più di un mese dal lancio delle nuove monoposto e dai primi test invernali al Montmelo la Red Bull mostra di avere le intenzioni chiare circa il proprio futuro.

“Nel 2017 mi aspetto di vedere la nostra auto molto più vicina alle Frecce d’Argento almeno in termini di motore e a metà campionato decisamente competitiva. L’obiettivo è infatti lottare con loro per la vittoria”  – ha dichiarato convinto al tedesco Speed Week il patron del marchio di bibite energetiche Dietrich Mateschitz – “In merito al telaio invece saremo certamente il riferimento e i due piloti Daniel Ricciardo e Max Verstappen rappresenteranno un plus. Per quanto concerne il potenziale della Scuderia di Maranello resta un punto di domanda. Essere riusciti a batterla lo scorso mondiale per noi è stata una questione d’onore più che economica”.

La fiducia di Newey

Mentre il gran padrone affida le speranze di successo allo chassis il progettista mago Adrian Newey fa professione di fede nei confronti dello storico motorista di Viry, per l’undicesima volta al fianco della Red Bull seppur sotto il nome TAG Heuer.

“Se qualche anno fa non erano stati in grado di fare progressi oggi sono sulla giusta strada. Già nel 2016 avevano creato una power unit capace di avvicinarsi man mano a quella di Stoccarda e del Cavallino. Al momento non conosciamo il valore degli altri ma di certo in Francia stanno lavorando sodo per fare passi avanti consapevoli che il nuovo regolamento andrà a privilegiare potenza e downforce” – la riflessione dell’inglese durante l’Autosport International Show – Per il resto sono soddisfatto, siamo in fase di produzione e soprattutto abbiamo superato con successo il crash test sul musetto della RB13. E’ la prima volta che lo passiamo così presto, di solito arriviamo all’ultimo minuto!”.

Chiara Rainis