10 anni fa Ducati annunciava Casey Stoner

Casey Stoner (©Getty Images)

Oggi, 17 gennaio sono esattamente 10 anni dal giorno in cui Ducati ha presentato al mondo, a Madonna di Campiglio, il nuovo acquisto Casey Stoner. L’australiano aveva cominciato la propria carriera nel Motomondiale a bordo di un Honda, nel 2001, in 125. L’anno successivo si era sin da subito guadagnato l’approdo in 250, ma gli scarsi risultati ottenuti con l’Aprilia lo rispedirono in 125.

Stoner con 2 buone annate riconquista la 250 nel 2005 e in quella stagione sfiora il titolo arrivando 2° nel mondiale alle spalle di Pedrosa. Arriva il 2006 e finalmente la promozione in MotoGP, con la Honda clienti del team di Lucio Cecchinello. Per l’australiano è un’annata molto strana, alterna risultati prestigiosi a rocambolesche cadute, tanto che nel paddock viene soprannominato “Rolling Stoner”.

Nel 2007 contro tutti i pronostici arriva l’approdo in Ducati. È il matrimonio che non t’aspetti, la Rossa di Borgo Panigale è indomabile, insomma non certo il mezzo ideale per uno che viene da un’infinità di cadute. Incredibilmente però Stoner e Ducati compiono il miracolo. Alla prima uscita con il nuovo team arriva una vittoria strepitosa con un duello spettacolare con Rossi. L’italiano supera Stoner costantemente in curva, ma l’australiano grazie ad un motore pazzesco riesce ad infilare sul dritto sempre il dottore.

A fine Gran Premio Rossi guarda con ammirazione la Ducati e mima alle telecamere che il motore della Rossa è troppo anche per lui. Questo però è solo l’inizio di un’annata spettacolare, in cui Capirossi passa da pilota di punta a semplice gregario di Stoner. Stavolta non è un fuoco di paglia, l’australiano fa numeri da circo per tenere in piedi la Ducati in uscita dalle curve, che lo ripaga con una velocità di punta eccezionale.

A fine anno arriva il mondiale ed è la consacrazione per Stoner e un miracolo per Ducati, che piccola azienda italiana spacca lo strapotere dei colossi giapponesi Honda e Yamaha. L’anno successivo il motivetto è sempre lo stesso, Rossi contro Stoner. La Ducati si è addolcita un po’ e ha perso qualcosa in velocità, ma è ancora una gran bella moto.

La caduta e la rinascita di Stoner

Nel momento topico però Stoner denota nervosismo e perde lo scontro diretto con Rossi. L’australiano resta in Ducati sino al 2010 e alterna clamorose vittorie a brutti risultati. Soffre di strane e inspiegabili infezioni e nel 2009 addirittura salta 3 GP consecutivi. I maligni parlano di uno Stoner distrutto psicologicamente da Rossi.

L’australiano nel 2011 decide di cambiare aria e passa alla HRC dove intanto è andato anche l’ex team manager Ducati, Livio Suppo. Il campionato ha poco da raccontare, Stoner vince quasi ovunque e conquista il suo secondo titolo mondiale mettendo a tacere le critiche che gli erano arrivate negli anni scorsi.

Il 2012, invece, per lui è l’anno dell’addio alle corse. Probabilmente spinto anche da quanto accaduto a Simoncelli l’anno prima, l’australiano decide di smettere. La stagione è segnata da infortuni e non è di certo esaltante. Chiude al 4° posto nella classifica mondiale e lascia il mondo delle moto dopo 176 gare spalmate tra 125, 250 e MotoGP in cui ha raccolto 45 vittorie, 89 podi e 43 pole.

Antonio Russo