Reviver lancia rPlate, la nuova targa digitale

rPlate (Twitter)

L’idea non è una novità, ma ora che le tecnologie sono in grado di metterla in pratica, allora perché non provarci? L’intuizione in questione è la nuova targa digitale. La società californiana Reviver ha intenzione, entro fine 2017, di metterla in commercio, si chiamerà rPlate e, almeno esteticamente, ricalcherà quelle classiche che vediamo tutti i giorni montate sulle nostre vetture.

Sotto la normalità della rPlate si nasconde un misto di finissima tecnologia capace di tenerla collegata costantemente a internet. La novità è stata lanciata al Salone dell’automobile di Detroit e almeno per ora verrà lanciata in Arizona, California, Florida e Texas, ma i tecnici della casa californiana puntano a conquistare il mondo con le loto targhe entro pochi anni.

Non sarà facile ricevere l’approvazione di tutti

Certo non è facile, basti pensare che solo per l’approvazione del progetto in California ci sono voluti 4 anni e svariati test con l’ufficio del Governatore per ottenere il lasciapassare alle vendite. La nuova targa digitale misura 12×6 pollici. Grazie a dei particolari sensori è visibile in tutte le condizioni di luce. Inoltre, si avvale di un sensore Gps, un accelerometro, una memoria interna e un modulo di connessione alla rete.

La targa è studiata per resistere ad ogni tipo di condizione atmosferica. rPlate mostra all’occorrenza segnali segnali di allarme inviati dalle autorità, ma non è tutto perché quando la vettura sarà ferma, sarà possibile mostrare sulla targa anche messaggi pubblicitari. Inoltre rPlate resta collegata al numero di telaio della vettura, rendendo impossibile il trasferimento della targa su un’altra macchina.

In California attualmente alcune vetture già la montano, se “l’esperimento” americano andrà bene probabilmente il prossimo passo della società sarà quello di far approvare il progetto alla Commissione europea così da poter accaparrarsi una bella fetta del mercato mondiale. Naturalmente ci sono anche i detrattori della novità, che sono contro a questa spasmodica ricerca della sicurezza a discapito della privacy.

Antonio Russo