Guai per Volkswagen, il dieselgate costa 19,3 miliardi

Volkswagen (©Getty Images)

I guai per Volkswagen sembrano non finire mai. Come riferito da “Bloomberg”, infatti, con le autorità statunitensi è stato confermato il patteggiamento da 4,3 miliardi di dollari a causa dello scandalo dieselgate, a cui si vanno a sommare i 15 miliardi già concordati in una class action lo scorso giugno. Il consiglio di sorveglianza della casa automobilistica tedesca però dovrà valutare l’offerta. Inoltre, in un comunicato, hanno fatto sapere da Wolfsburg, che l’accordo dovrà poi essere valutato anche dai tribunali competenti in America e dalle autorità USA.

Il dieselgate peserà molto sulle casse societarie. Le spese, infatti, supereranno gli attuali accantonamenti. Volkswagen, infatti, aveva previsto una spesa totale pari a 18 miliardi. Circa quindi più di un miliardo in meno rispetto alle somme pattuite tra giugno e questi giorni. Nell’accordo, inoltre, verrà definita la nomina da parte del dipartimento di Giustizia USA e della dogana, di un’autorità che controllerà costantemente le attività del marchio teutonico per i prossimi 3 anni.

Non solo guai per Volkswagen

Il livello della multa è comparabile a quella pagata dalla Bp per il disastro ambientale della piattaforma Deepwater Horizon nel golfo del Messico. Per ora è arrivato l’arresto in Florida del manager Oliver Schmidt, ma non è escluso che molto presto possano essere indagati altri dirigenti tedeschi. Non solo problemi però, infatti, Volkswagen può vantare anche un bel primato per quest’annata. Con 10,31 milioni di veicoli venduti, infatti, la casa di Wolfsburg supera Toyota e si piazza come numero uno al mondo.

La spinta propulsiva, che ha portato al primato è stata ricevuta soprattutto dalla Cina, con un incremento massimo che ha portato a un più 18 %. Soddisfatto l’amministratore delegato Matthias Muller, che ha commentato così la situazione: “Ci siamo messi alle spalle i problemi col diesel e al tempo stesso abbiamo cominciato un processo di rinnovamento. Possiamo dire che il 2016 è stato un anno decisamente impegnativo”.

Antonio Russo

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