Trump si scaglia contro Toyota

Toyota (©Getty Images)

Donald Trump è sicuramente un personaggio molto controverso e dalla sua elezione a nuovo presidente degli Stati Uniti non è passato giorno in cui non si sia parlato di lui. Le sue trovate a volte sono ai limiti del grottesco, ma il suo carisma e il suo abbandono totale dello stile “politicamente corretto” ne hanno fatto un vero leader. Tanti gli amici per il magnate statunitense, ma soprattutto anche tanti i nemici, alcuni di vecchia data, altri plasmati dal nulla dallo stesso Trump.

La politica di Trump è manco a dirlo di tipo protezionistico, quindi non poteva di certo andare giù al neo presidente degli USA il fatto che Toyota abbia deciso di spostare dal 2019 la produzione della Corolla in Messico. Subito, infatti, il magnate americano ha preparato la controffensiva con tanto di minacce di mega-tasse imposte alle auto non prodotte su suolo americano.

Trump sbaglia stabilimento

Il presidente ha così dichiarato attraverso un Tweet piuttosto piccato: “Toyota Motor ha annunciato che costruirà un nuovo stabilimento a Baja, in Messico, per produrre auto Corolla per gli Stati Uniti. Assolutamente no, o costruiscono in America o pagano le tasse di confine”. In realtà, giusto per onestà intellettuale bisogna dire che Trump ha confuso l’esistente stabilimento di Baja con il nuovo di Guanajuato.

Immediata la risposta di Toyota: “La Toyota ha fatto parte del tessuto culturale americano per quasi 60 anni. La produzione e il lavoro negli Stati Uniti non diminuiranno  a causa del nostro nuovo stabilimento a Guanajuato, in Messico annunciato nell’aprile del 2015”.

Il nuovo stabilimento darà lavoro a circa 2mila persone e avrà una capacità di produzione di circa 200mila veicoli. Una volta completata la costruzione ospiterà la costruzione della nuova Corolla, a partire dal 2019. Per ora però Toyota continuerà a costruire le proprie vetture in Missisipi. La Toyota negli ultimi 30 anni ha investito quasi 22 miliardi di dollari negli USA costruendo 10 impianti di produzione, 1500 concessionarie, 25 milioni di veicoli e ha dato lavoro a 136mila persone.

Antonio Russo