Gli amici di Michael Schumacher: “Situazione molto triste”

Michael Schumacher
Michael Schumacher (©Getty Images)

Sono passati poco più di tre anni dall’incidente sugli sci di Michael Schumacher sulle nevi di Meribel. Ormai da tempo non vengono diramate notizie ufficiali sulle sue condizioni di salute. Segno che la situazione non sembra destinata a migliorare.

Circa un mese fa la portavoce Sabine Kehm ha alzato un muro di privacy intorno al campione tedesco. “La salute di Michael non è una questione di interesse pubblico e non rilasceremo alcun commento a riguardo. Vogliamo proteggere la sfera intima della famiglia. Siamo consapevoli che questa decisione non verrà compresa da molti, ma vogliamo ringraziare quanti capiranno”.

Sono in pochi a poter accedere alla villa di Gland in Svizzera. Un numero ristrettissimo di amici e parenti che poco o nulla fanno trapelare all’esterno. L’abitazione di Michael Schumacher continua ad essere sorvegliata a distanza, allontanando giornalisti e paparazzi in cerca di scoop. Ogni giorno vi accedono 15 tra medici e infermieri per assisterlo di ora in ora, guidati dal medico Jean-Francios Payenma. Ma non è un mistero che ci vorrebbe solo un miracolo per rivederlo in pubblico.

Le dichiarazioni di Mats e Ola

Non resta che accontentarsi delle dichiarazioni di qualche amico, come Mats Nordstrom, con cui Schumi condivideva la passione degli sci. “Ho contatti con persone che conoscono Michael molto bene. La sua situazione è triste, molto triste” ha dichiarati al giornale svedese ‘Expressen’. Poche persone lo hanno visto nel suo stato attuale. L’ex pilota Luca Badoer e il suo ex capo alla Ferrari, Jean Todt, sono fra questi. “Mi manca molto, ma lo seguo, lo aspetto, perché nella vita c’è sempre speranza”, ha detto al Corriere della Sera.

Ola Töråsen ricevere rapporti occasionali dai suoi amici tedeschi in comune con Michael Schumacher. “Ho qualche informazione dagli amici tedeschi comuni e… non sono così buone. Da quanto ho capito è stato troppo a lungo in coma e il danno è diventata così grande che…”. Si ferma a metà della frase. “Si deve sempre sperare in un miracolo… Non so fino a che punto le medicine possano rimediare ai danni cerebrali. Ma lui sarà sempre influenzato da questi – ha detto a ‘Expressen’ -. E la possibilità che tutto si risolve per il meglio si assottiglia ogni giorno”.

Ola si emoziona quando ripensa alle gite in motoslitta con il campione tedesco. “E’ difficile da accettare… Penso a suo figlio Mick ora, che ha 17 anni e va così bene in serie Formula 4. Michael sarebbe felicissimo di vederlo vincere”. Avrà saputo della promozione in Formula 3. Del resto il Dna da campione è inalienabile.

L.C.