MotoGP, possibile gran premio in Ungheria nel 2018

F1 GP Ungheria Hungaroring
(©Getty Images)

La MotoGP nel 2018 potrebbe fare tappa anche in Ungheria. I gestori dell’Hungaroring, dove dal 1986 corre la Formula1, vogliono portare il Motomondiale a Budapest.

Per raggiungere l’obiettivo saranno necessari lavori per rendere il tracciato adatto alle gare di moto. Il progetto è già partito dall’inizio dello scorso anno, quando la pista è stata riasfaltata e dotata di cordoli nuovi. Nel 2017, scrive Autosport, sono previsti nuovi lavori di ammodernamento divisi in tre fasi. La prima riguarda le modifiche di alcune curve e delle via di fuga; la seconda la costruzione di un nuovo edificio principale e di tribune; la terza la creazione di un centro visitatori e di un museo.

MotoGP, dal 2018 si corre all’Hungaroring?

Tutti gli interventi hanno lo scopo di soddisfare le regole della FIM, così da rendere l’Hungaroring adatto ad ospitare il Motomondiale. Zsolt Gyulay, amministratore delegato del circuito, al canale televisivo ungherese M1 ha spiegato: “Durante i lavori saremo in contatto con la FIM. Se c’è la volontà da tutte le parti, possiamo trasformare l’Hungaroring in una pista idonea per gare di moto. Per avere la MotoGP il Governo deve essere coinvolto e crediamo che lo sia”.

In Ungheria il Motomondiale avrebbe dovuto correre al Balatonring nel 2009, ma il progetto ha incontrato difficoltà finanziarie e la pista non fu mai completata. Le moto hanno corso all’Hungaroring nel 1990 e 1992, le gare sono state vinte da Mick Doohan ed Eddie Lawson. Il circuito automobilistico di Mogyoród, nei dintorni della capitale Budapest, ospita la F1 fin da quando fu realizzato (nel 1986) e ha prolungato il contratto fino al 2016 per continuare a far correre le quattro ruote.

Salvo complicazioni, Valentino Rossi e i suoi colleghi nel 2018 dovrebbero fare tappa in Ungheria. Sarebbe interessante vederli alle prese con un nuovo tracciato, che storicamente in F1 non facilita i sorpassi e che per le moto rimane un’incognita. Vedremo se ci sarà l’occasione di verificare il tutto.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)