Differenze tra cambio manuale e automatico

Vi siete mai chiesti come funziona un’auto con il cambio automatico e come una con quello manuale? Il sito “learnengineering.org” con un video ha mostrato le sosteaziali differenze che intercorrono tra le due tipologie di cambio. Nel caso di quello manuale, vi sono tre alberi, uno di ingresso, uno intermedio e infine uno d’uscita. Quello d’ingresso gira con il propulsore ed è collegato all’intermedio, in modo tale che quest’ultimo è sempre in rotazione.

Quest’ultimo a sua volta è collegato agli ingranaggi di uscita, ma questi non sono fissati all’albero di uscita. Una sorta di manicotto attiva i vari ingranaggi. Le diverse dimensioni di questi ultimi vanno a creare i vari rapporti di cambio. La frizione, infine, serve a disimpegnare gli ingranaggi e quindi ad interromperne l’alimentazione così da facilitarne il cambio.

Il cambio automatico è più compatto

Per quanto concerne, invece, il cambio automatico, non vi sono più le coppie di ingranaggi come avviene in quello manuale, bensì vi è un gruppo di ingranaggi che ruotano intorno ad uno più grosso centrale all’interno di una corona dentata. I piccoli ingranaggi sono collegati tutti ad un vettore, che comprende un albero di uscita. L’ingranaggio centrale ha un albero d’ingresso.

Con l’aggiunta di una seconda configurazione simile alla prima formata da una corona dentata contenetene ingranaggi più piccoli collegati ad un ingranaggio centrale più grande permette di aggiungere più marce. Grazie alle frizioni poste intorno alle corone dentate consentono alla trasmissione di cambiare marcia.

Il cambio manuale è pi facile da riparare e meno costoso. L’automatico, invece, è più compatto e più resistente, ma ha costi di riparazione decisamente più elevati. In principio il cambio automatico portava maggiori consumi di carburante. Oggi però grazie a raffinate tecnologie, l’auto immette la marcia nell’esatto istante in cui è richiesta permettendo in realtà un risparmio. Inoltre, il rallentamento della vettura può essere aiutato dal cambio.

Antonio Russo