Michael Schumacher: il punto a tre anni dall’incidente

Michael Schumacher
Michael Schumacher (© Getty Images)

Tre anni di silenzio. Trentasei lunghissimi mesi di disperazione e angoscia, di attesa e di speranze che, pur non spegnendosi, si fanno sempre più flebili. E’ il tempo trascorso dal drammatico incidente sugli sci che ha stravolto la vita di Michael Schumacher – e certo non solo la sua.

Schumacher non può camminare”. Sono le ultime parole, giunte per bocca di una fonte affidabile, circa le condizioni di salute del sette volte campione del mondo di F1. A pronunciare quella frase è stato infatti il suo avvocato, Felix Damm, lo scorso 19 settembre. E lo ha fatto davanti al giudice, nell’ambito della causa intentata dai familiari di Michael Schmacher contro la rivista tedesco Bunte. Da allora più nulla. Se il pilota sia in grado o meno di comunicare o di riconoscere i suoi parenti e gli operatori sanitari, rimane un segreto assoluto. Domani, intanto, saranno tre anni esatti da quel maledetto incidente sulle alpi francesi di Meribel. Tre anni in cui il suo entourage, a partire dalla moglie Corinna e dalla sua portavoce, Sabine Kehm, è riuscito costruire un muro di silenzio e protezione attorno al miglior pilota di tutti i tempi.

 

Il calvario di Schumacher

Come molti di voi ricorderanno, Schumacher è uscito dal coma indotto il 16 giugno 2014 ed è stato trasferito da Grenoble all’ospedale universitario di Vaud, a Losanna (Svizzera), che ha poi lasciato il 9 settembre dello stesso anno per ritirarsi nella sua villa di Gland. A parte qualche frammentaria testimonianza dei pochi che lo hanno visitato, come l'”indiscrezione” per cui il suo peso sarebbe sceso sotto i 5o kg a causa della perdita di massa muscolare, delle sue reali condizioni non si sa nulla.

“Ho visto Michael dopo l’incidente più volte – ha detto un paio di mesi fa Ross Brawn, suo ex capo tecnico prima in Benetton e poi in Ferrari e Mercedes – . Preghiamo ogni giorno che faccia progressi. La vita può essere molto crudele. E’ una persona meravigliosa e quel che gli è successo è una tragedia”.

 

Tra leggenda e realtà

Con un’équipe medica di 15 persone che lo assiste 24 ore al giorno, le spese per la riabilitazione di Schumacher ammontano a circa 140.000 euro alla settimana, mentre nel loro insieme le cure a cui è stato sottoposto sarebbero costate 20 milioni euro. La sua famiglia fa di tutto per evitare la divulgazione di qualsiasi immagine del pilota, che a breve compirà 48 anni, a uso e consumo dei media. Di recente una foto di Schumi sarebbe stata offerta a vari editori per la pubblicazione al prezzo di un milione di dollari. Ma oggi tutto ciò che circonda il genio di Kerpen sembra più leggenda che realtà.

“La salute di Michael non è una questione pubblica, per cui continueremo a non rilasciare alcun commento”, ha dichiarato un paio di giorni fa Sabine Kehm. “Dobbiamo proteggere la sua sfera privata – ha aggiunto – e, da un punto di vista giuridico, ogni dichiarazione relativa al suo stato di salute invade la sua sfera di intimità”. Non resta che aggrapparsi, ancora e ancora, a quella flebile speranza. Michael, continua a lottare!