MotoGP Honda, Livio Suppo: “Crediamo in Miller e Rabat”

Livio Suppo
Livio Suppo (©Getty Images)

Per Tito Rabat non si può certo dire che il primo anno in MotoGP sia stato di quelli da ricordare. Solo 29 punti conquistati e un 21° posto finale nella classifica.

Il campione del mondo Moto2 del 2014 è entrato nella top 10 solamente due volte nel recente campionato. Si è posizionato 9° in Argentina e 10° in Repubblica Ceca. Risultati deludenti per lo spagnolo del team Estrella Galicia Marc VDS. Meglio è andata al suo compagno Jack Miller, che ha vinto una gara ad Assen sul bagnato e raccolto alcuni risultati positivi. Purtroppo le eccessive cadute gli hanno provocato infortuni condizionanti. Ha saltato pure cinque gran premi.

Livio Suppo crede in Tito Rabat e Jack Miller

Nel campionato MotoGP 2016 diversi piloti Honda hanno trovato guizzi vincenti. Al di là di quelli ufficiali come Marc Marquez e Dani Pedrosa, pure coloro che corrono per team privati hanno potuto gioire. Pensiamo a Cal Crutchlow, autore di due vittorie con la squadra di Lucio Cecchinello, e allo stesso Jack Miller, trionfatore ad Assen proprio con il team Marc VDS. Tito Rabat non si è neanche avvicinato al podio o solamente alla top 5.

Rispetto al 2015, Miller sicuramente è andato meglio quest’anno, tra vittoria e alcuni risultati positivi. Però restano ancora troppe le cadute che ostacolano il suo percorso di crescita. Cadute che causano infortuni e gare saltate.  Livio Suppo, ripreso da Speedweek, ha parlato così dell’australiano: “Ha firmato un contratto con la HRC, abbiamo un programma triennale. Sapevamo che Jack avrebbe avuto compito molto difficile passando direttamente dalla Moto3 alla MotoGP. Comunque non è andato forte solo ad Assen, ha mostrato lampi delle sue abilità più volte. Crediamo ancora che Jack abbia buon potenziale”.

Rabat, come dicevamo in precedenza, ha avuto un’annata fallimentare. Sicuramente per il 2017 cercherà il riscatto, ma se dovesse fallire ancora è probabile che possa lasciare la MotoGP. Ad ogni modo, Livio Suppo cerca di essere fiducioso sullo spagnolo: “Si è visto che ci vuole tempo per abituarsi alle moto da MotoGP. Tito era molto veloce e aveva grande successo nel Campionato del Mondo Moto2. Ha naturalmente sofferto quando la nostra moto a inizio stagione 2016 non era molto competitiva con la nuova elettronica. Ma Tito è un lavoratore diligente. Sono abbastanza sicuro che otterrà risultati migliori l’anno prossimo”.