WSBK, Marco Melandri riuscirà a spezzare il dominio britannico?

Marco Melandri
Marco Melandri (foto Twitter)

Il campionato mondiale Superbike soprattutto negli ultimi due anni è diventato un affare tra soli piloti britannici. I dati parlano chiari. Ma nel 2017 questa situazione cambierà?

Tra il 2015 e il 2016 solamente due gare sono state vinte da rider non nati in Gran Bretagna. L’anno scorso fu lo spagnolo Jordi Torres a vincere con l’Aprilia Gara1 del gran premio conclusivo in Qatar. Quest’anno, invece, è stato Nicky Haydern l’unico non britannico a trionfare. L’americano campione del mondo MotoGP 2006 ha vinto Gara2 in Malesia, sul circuito di Sepang, con la Honda.

WSBK: Melandri batterà Rea, Sykes e Davies?

Nel 2015 la classifica finale si è conclusa con un poker di britannici davanti a tutti (Rea, Sykes, Davies e Haslam), mentre nel 2016 sono stati tre (Rea, Sykes e Davies). Va detto che si tratta dei piloti che guidano le moto migliori e che dunque è normale che stiano davanti. Nel caso della Ducati è mancato all’apporto di Davide Giugliano, che si è perso tra infortuni ed errori, mentre il compagno Chaz Davies si toglieva molte soddisfazioni.

Nel team Aruba Racing nel 2017 ci sarà Marco Melandri ad affiancare il gallese e a lottare per il titolo WSBK. Ovviamente l’anno sabbatico lontano dalle moto dovrebbe farsi un po’ sentire inizialmente, ma il ravennate ha tutte le qualità per poter battagliare con i colleghi più quotati. Guiderà una Panigale che nel finale dell’ultimo campionato si è dimostrata al livello della Kawasaki e, inoltre, in passato lui stesso ha già dimostrato di saper vincere. Nel Mondiale delle derivate di serie ha conquistato 19 successi, concludendo per due volte nella top 3 della classifica finale.

A Melandri manca il titolo, quello che in carriera ha vinto solo nella classe 250 nel 2002. In Superbike arrivò 2° all’esordio nel 2011 con la Yamaha (4 vittorie), nei sue anni successivi con BMW si piazzò 3° (6 vittorie) e 4° (vittorie). Infine ancora 4° (6 vittorie) nell’ultima annata disputata, quella 2014 in Aprilia. L’anno con più rammarico è il 2012, quando le troppe cadute gli fecero perdere un Mondiale alla portata. Ad esultare fu Max Biaggi.

Adesso il ravennate ha 34 anni e si gioca le sue ultime chance di vincere un titolo. Ducati con il team Aruba Racing gli ha dato una grande occasione. Sta a lui sfruttarla e dimostrare di non essere quel pilota che per alcuni è bollito, ma che in realtà siamo convinti che nel WSBK 2017 possa dire la sua. Sarebbe bello se un italiano su moto italiana tornasse a trionfare, spezzando il dominio dei piloti britannici.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)