Aereo dirottato a Malta: “Volevano far rotta su Roma”

(© Getty Images)

Un aereo libico con 118 persone a bordo è stato dirottato da uomini che hanno dichiarato di appartenere ad Al Fatah Al Gadida ed è atterrato a Malta alle 11.32.

Mussa Shaha e Ahmed Ali hanno minacciato far esplodere il velivolo con una granata se la loro richiesta di scarcerare Saif al-Islam Gheddafi, uno dei figli del defunto colonnello libico Muammar Gheddafi, non fosse stata esaudita. Al termine di una trattativa lunga due ore, condotta direttamente con le autorità libiche, i due (avrebbero intorno ai 30 anni e sarebbero originari della Libia meridionale) avrebbero chiesto asilo politico a Tripoli e hanno accettato di liberare i passeggeri. Questi ultimi hanno dunque potuto scendere dall’aereo, a cominciare da donne e bambini. A bordo sono rimasti i due uomini e alcuni dei membri dell’equipaggio, il pilota e il secondo ufficiale.

 

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In seguito uno dei dirottatori è uscito dal portellone sventolando la bandiera verde della Jamahiriya, simbolo della Libia di Gheddafi, e si è arreso. L’altro è infine sceso dall’aereo poco prima delle 16 e si è consegnato alla Polizia, che lo ha ammanettato e portato via. Il velivolo, fermo sulla pista dell’aeroporto con i motori accesi, è stato circondato da militari e membri delle forze speciali maltesi. Si tratta di un Airbus A320, era impegnato in una rotta interna libica tra Sebha e Tripoli. A bordo c’erano 111 passeggeri (fra cui 82 uomini, 28 donne e un neonato) e sette membri dell’equipaggio.

Secondo quanto riferito da un funzionario di sicurezza libico all’agenzia Reuters, il comandante ha comunicato alla torre di controllo dell’aeroporto di Tripoli, prima che la comunicazioni si interrompesse, che i dirottatori si opponevano all’atterraggio in Libia. Stando ad altre testimonianze volevano fare rotta su Roma. A lanciare l’allarme è stato il premier Joseph Muscat con un tweet: “Informati di potenziale situazione di dirottamento di un volo interno libico dirottato su Malta. Operazioni di sicurezza ed emergenza in stand by”. Per fortuna si è riusciti ad evitare il peggio.