F1 Ferrari, la reazione di Sergio Marchionne: “Fateci lavorare…”

Sergio Marchionne
Sergio Marchionne (© Getty Images)

La Ferrari chiude le porte Paddy Lowe. Il direttore tecnico della Mercedes “è bravo ma non ci serve”, ha dichiarato il presidente della scuderia di Maranello Sergio Marchionne, il quale preferisce non fare previsioni per la prossima stagione.

Marchionne ha affrontato l’argomento durante il pranzo natalizio di scambio di auguri tra casa automobilistica, scuderia e giornalisti. “Non commenterei sulle partenze – ha detto -, ma visto che me lo si chiede la risposta è no, non rimpiango alcune scelta. Chiaro che rimpiango alcune perdite, ma questo succede in qualunque sistema. Abbiamo fatto scelte condivise e non abbiamo nessuna ragione per fare scelte diverse”.

Quanto a Paddy Lowe, “è un grandissimo tecnico”, ha sottolineato Marchionne. “Ma va detto – ha aggiunto – che eravamo adeguatamente coperti, e che non c’è bisogno di lui. Non ci serve l’eroe, non ci manca questo o quello, un Lowe o un Ross Brawn”. Niente rivoluzioni in vista, dunque. “Ci mancano moltissime cose – ha precisato il manager – , ma la squadra è squadra, è fatta in un percorso di anni e non andiamo a cambiarla adesso. Fateci lavorare, arriveranno i risultati. Poi se va male criticate me, lo sbaglio l’ho fatto io, non cercate capri espiatori”.

Marchionne ha anche svolto qualche considerazione in merito alla passata stagione: “La cosa peggiore del 2016 è che nella stagione la vettura non è migliorata, mentre altri sono migliorati molto, ha osservato, rimarcando che “La Red bull ha fatto cose incredibili tra la prima e la seconda parte dell’anno. La nostra metodologia è già cambiata ad agosto, con l’arrivo di Mattia Binotto. Abbiamo fatto un cambiamento organizzativo anche per darci tranquillità, che abbiamo speso soldi e risorse nella direzione giusta”. In conclusione, “bisognerà fare meglio del 2016, che non è difficile”, ma “non faccio più previsioni”.

 

La parola a Mattia Binotto

Il direttore tecnico della Ferrari Mattia Binotto, subentrato a fine luglio a James Allison, ha ribadito le intenzioni della scuderia, che per tornare a vincere deve migliorare la capacità di soddisfare le richieste di evoluzione. “Ci saranno tanti cambiamenti regolamentari sull’aerodinamica, avremo monoposto molto più veloci in curva, accelerazione, frenata. Ma non credo proprio che a Maranello non si sappia costruire una macchina così…”, ha commentato nel corso del pranzo natalizio con la stampa. La via da seguire, dunque, è quella del ritorno all’innovazione, perché inseguendo le strade battute da altri si può solo, nella migliore delle ipotesi, arrivare secondi.

“E’ solo questione di tempi – ha assicurato Binotto – , quello che ci è mancato quest’anno a volte è stata la reattività. Dobbiamo arrivare a introdurre nuove soluzioni prima che lo facciano gli altri”.  “Il gruppo che abbiamo messo in piedi è un bel gruppo, sta lavorando in modo molto unito, si sta impegnando, si confronta, litiga quando è ora, ma viene fuori sempre con una soluzione. Se c’è un po’ di ottimismo, viene da come si sta lavorando”, ha concluso.

 

Il fattore Vettel

Intanto, dopo le ultime dichiarazioni di Gerhard Berger su un eventuale passaggio di Sebastian Vettel in Mercedes tra due anni, si è espresso sull’argomento anche Toto Wolff, confermando a suo modo l’interessamento diretto della scuderia della Stella per il quattro volte Campione del mondo in forza alla Ferrari. “Ci sono alcuni piloti ben noti in scadenza nel 2017, tra i quali figura Vettel che naturalmente seguiamo” ha detto Wolff in un’intervista con Sport Bild.

Di Vettel e del suo futuro in Ferrari ha parlato ancora Marchionne. “Non ho ancora parlato di estendere il contratto con Vettel, perché è troppo presto – ha dichiarato il presidente della Casa di Maranello sempre in occasione della cena di Natale con la stampa – . Deve prima sentirsi a suo agio con la vettura del 2017. Si è parlato molto di rumor, anche Niki Lauda parla, ma rimane il fatto che nel 2017 Seb è con noi. Per dare stabilità alla squadra dobbiamo dare ai nostri piloti una grande macchina”.

Da parte sua, Marchionne prende impegni ben precisi per il prossimo anno. “Terremo d’occhio la disponibilità di altri piloti per il 2018 – ha affermato – . A Seb dobbiamo dare una macchina vincente, altrimenti è inutile discutere sul futuro. Vuole vincere con noi, lo sappiamo. In cambio, deve guidare con fiducia, più calmo e in modo meno frenetico”. Insomma”, “deve pensare alla vittoria, essere sicuro e non perdersi in battaglie personali”. A buon intenditore.