Alfa Romeo possibile junior team Ferrari in F1

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Alfa Romeo (©Getty Images)

L’Alfa Romeo in F1? Possibilità da non escludere per il futuro. E’ stato Sergio Marchionne a confermare l’ipotesi durante il pranzo di Natale a Maranello.

Più volte si è parlato di questa eventualità, che sembra rientrare nei progetti futuri. Il presidente Ferrari e amministratore delegato FCA ha specificato che prima di pensare al ritorno dello storico marchio italiano in Formula1, è necessario fare cassa con la vendita dei modelli Giulia e Stelvio.

Servono risorse per poter mettere in piedi un altro team e già molte ne vengono investite per la Ferrari, i cui risultati 2016 sono stati deludenti. Però non è utopistico pensare che nel giro di un po’ di anni il sogno si realizzi.

F1, Alfa Romeo junior team Ferrari?

Il ritorno dell’Alfa Romeo in F1 potrebbe consentire alla Ferrari di possedere un proprio junior team. Un po’ come la Red Bull con la Toro Rosso. Una struttura in cui far crescere e valutare i giovani talenti che in ottica futura potrebbero approdare nel main team. Sarebbe molto utile per la scuderia di Maranello dotarsi di una simile soluzione, così da non rischiare di perdere piloti promettenti. Lo scrive anche il quotidiano spagnolo AS.

La Ferrari ha messo sotto contratto Antonio Giovinazzi, che nel 2017 sarà terzo driver della squadra. Se ci fosse stato un junior team, il ragazzo avrebbe potuto correre subito in F1 e dimostrare il suo valore, anche nell’ottica di diventare titolare nel 2018. Invece il vice-campione GP2 del 2016 dovrà limitarsi ad allenarsi al simulatore e in alcuni test. Non è la stessa cosa che correre in pista costantemente.

Come detto in precedenza, serve aspettare per rivedere l’Alfa Romeo nel Grande Circus delle quattro ruote. Per la storica azienda italiana sarebbe un ritorno, visto che ci ha già corso tra il 1951 e il 1952 e pure tra il 1979 e il 1985. E non ha solo corso, ha anche vinto due titoli mondiali. Sarebbe affascinante rivedere quel marchio in F1 e per la Ferrari sarebbe una grande opportunità.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)