Nicolò Bulega, identikit da fuoriclasse. “Italiani protagonisti nel 2017”

Nicolò Bulega
Nicolò Bulega (©Getty Images)

Nicolò Bulega, 17 anni e un futuro sicuramente al vertice. Campione nel CEV 2015, ottimo esordio nel Motomondiale con il 7° posto nel 2016. Ma era solo la prima stagione di rodaggio in sella alla KTM dello Sky Racing Team VR46.

Nel suo biglietto da visita per il 2017 ci sono due podi in veste di rookie, talento da vendere, una squadra al top alle spalle, una famiglia pronta a fare quadrato e un coach di nome Valentino Rossi. Segni particolari che sembrano tracciare l’identikit di un futuro fuoriclasse che, a detta di molti, potrebbe essere l’erede del Dottore.

Poco più di un anno fa ha scosso il mondo del motociclismo trionfando in terra spagnola, là dove pochi italiani sono riusciti a vincere. Quest’anno ha mancato il titolo di Rookie of the Year all’ultima gara, una beffa che servirà da ulteriore stimolo per il 2017. “Mi è bruciato un po’, soprattutto i primi giorni, ma ora non ci penso più. Sarebbe stato un bel modo per coronare la prima stagione del Mondiale”, ha confessato Nicolò Bulega nell’intervista con Tuttomotoriweb.com.

Bilancio della prima stagione in Moto3: soddisfatto o pensi che avresti potuto fare meglio?

E’ stata una prima stagione in Moto3 positiva: venivo da un altro Campionato, non conoscevo oltre il 60% delle piste e dovevo fare tanta esperienza. Ovviamente, da sportivo e agonista, mi è bruciato perdere il titolo di Rookie of the Year proprio all’ultima gara a causa di un infortunio, ma non posso che dirmi soddisfatto di questo 2016. Sono stato sempre competitivo, costante e spesso ho finito nella Top5.

Cosa ti ha insegnato questo primo anno nel Motomondiale?

E’ importante rimanere sempre concentrati sui propri obiettivi, fin dalle libere. Le qualifiche sono davvero la chiave del weekend: partire nelle prime tre file significa avere chance importanti in gara. A livello mentale ho imparato a tralasciare tutte le cose negative o di poco peso.

Nel 2017 pensi di poter puntare al titolo?

Sarà una gran lotta e sicuramente gli italiani saranno protagonisti. Bastianini è tra i favoriti in assoluto, ma anche Antonelli e Mir possono essere veloci e io e Migno possiamo dire la nostra.

Molti ti additano come il successore di Valentino Rossi. Che effetto fa e ti senti di poter ricoprire questo ruolo in futuro?

Nella pre season c’era molta pressione e attenzione mediatica in questo senso, ma il team, la mia famiglia e le persone che lavorano con me sono riuscite a non farmi pensare troppo a questa cosa. Ho cercato di fare del mio meglio in questa prima stagione da rookie e di fare quanta più esperienza possibile. Ovviamente è un onore essere paragonato a Vale, ma lui è 9 volte Campione del Mondo, mentre io sono alla seconda stagione in Moto3.

Oltre ad allenarti, come trascorrerai la pausa invernale?

Trascorrerò il Natale in famiglia con gli immancabili cappelletti di mia mamma! E poi a gennaio tornerò ad allenarmi in vista dei primi test di febbraio.

Quanto contribuisce la vicinanza di Valentino Rossi sui tuoi ottimi risultati?

Vale è un punto di riferimento e i suoi consigli sono molto preziosi. Allenarsi insieme a lui, semplicemente osservarlo è un modo per imparare qualcosa.

Luigi Ciamburro