F1, Jean Todt: “Lasciai la Ferrari per le troppe pressioni”

Jean Todt
Jean Todt (©Getty Images)

Jean Todt è un personaggio storico della Formula1, uno che ha lasciato la sua impronta in questo sport. E’ presidente della FIA dal 2009, ma il suo nome è legato soprattutto ai 16 anni trascorsi in Ferrari.

E’ approdato nella scuderia di Maranello nel 1993, voluto fortemente dal presidente Luca Cordero di Montezemolo, e da direttore generale vince sei titoli piloti (cinque con Michael Schumacher e uno con Kimi Raikkonen) e otto costruttori. Un’era vincente quello che lo ha visto lavorare per la prestigiosa casa automobilistica italiana.

F1, Jean Todt si racconta

Intervistato dal Corriere della Sera, il dirigente francese ha avuto modo di spiegare perché nel marzo del 2009 decise di dire addio al Cavallino Rampante, dopo aver preparato Stefano Domenicali alla sua successione già nel 2007 e avendogli lasciato il posto nella direzione già nel 2008: «Ho lasciato la Ferrari perché non ne potevo più di sopportare la pressione di chi deve vincere ogni domenica. E poi ogni ciclo va chiuso. Avevo raggiunto i miei obiettivi, ero interessato a misurarmi con una sfida diversa. Non vivo di rimpianti.».

Jean Todt è molto legato a Michael Schumacher e sicuramente sta vivendo con dolore questi anni in cui l’ex pilota è rinchiuso della sua villa di Gland nella speranza di tornare in buona salute dopo il terribile incidente di Meribel nel dicembre 2013. Queste le sue parole sul tema: «Certe cose non si dicono, si fanno e basta. È una sfera che deve restare privata. Sono molto legato a Michael. Non è mai stata una persona facile nel concedere la propria amicizia. Con me lo fece e queste cose creano relazioni molto forti. Amicizia e affetto, per sempre».

Non gli si poteva non chiedere della Ferrari attuale, che nel campionato di F1 non vince un titolo dal 2008 (quello costruttori) e che nel 2016 puntava in alto e invece si è ritrovata terza. Quando al presidente FIA viene chiesto cosa manchi alla scuderia, lui risponde: «Il 10% rispetto alla Mercedes; il 3% rispetto alla Red Bull. Poco. È sempre protagonista, ha fatto progressi enormi in un’epoca ad altissima affidabilità. Se avessi avuto io l’affidabilità della Ferrai di oggi, avremmo vinto anche il Mondiale 2008 con Massa e quello del 2006 con Schumacher».

Jean Todt su Nico Rosberg e Max Verstappen

Il ritiro di Nico Rosberg ha fatto molto discutere in queste settimane. C’è chi ha criticato la decisione del tedesco e chi si è limitato ad accettarla e rispettarla. Jean Todt rientra nella seconda categoria e al CorSera ha espresso il proprio pensiero sul campione del mondo 2016 di F1: «Quando viaggiare al limite diventa una sofferenza, puoi decidere di non farlo più. Soprattutto se hai 31 anni, una famiglia a cui tieni, e vuoi dare un senso diverso alla tua vita. La scelta di Rosberg va rispettata».

Un altro grande protagonista dell’ultimo Mondiale è stato senza dubbio Max Verstappen. Il 18enne della Red Bull ha stupito tutti e sembra avere le carte in regola per diventare campione del mondo in futuro. L’ex dirigente Ferrari su di lui ha detto: «Ha talento. Corre dall’età di 5 anni, ha un padre che vorrebbe ricevere da lui ciò che non ha ottenuto nella sua carriera. È coraggioso. Ma non parliamo di privilegi concessi dai commissari. Sono stupidaggini».