Lamborghini Murcielago distrutta su ordine dello Stato (VIDEO)

La Lamborghini Murcielago distrutta dal governo di Taiwan (foto ca.motor1.com)
La Lamborghini Murcielago distrutta dal governo di Taiwan (foto ca.motor1.com)

Fatta a pezzi perché importata illegalmente. E’ la sfortunata sorte toccata a una Lamborghini Murcielago in Taiwan. La vettura è stata distrutta per ordine dello Stato nonostante gli appelli del proprietario, un uomo d’affari cinese.

Il tale sig. Lin era stato bloccato mentre si trovava al volante della sua Lamborghini Murcielago nel 2013, e si era visto prontamente (e severamente) contestare l’assenza della targa. Per questo motivo la sua auto era stata sequestrata. A partire da quel momento ha avuto una battaglia a colpi di carta bollata: la legge di Taiwan, infatti, è molto dura in fatto di auto e motori. In questo caso, l’aggravante era data dal fatto che la vettura – che ben sappiamo essere di lusso – era stata importata senza licenza. In questo caso il codice parla chiaro: l’auto doveva essere materialmente distrutta. Il motivo di una punizione tanto rigida? Semplice: solo in questo modo il governo può avere la certezza che l’esemplare non possa essere rivenduto.

E così, quando anche l’ultimo appello è stato inutile, è accaduto l’inevitabile: la Lamborghini è stata ridotta in un cumulo macerie davanti a una folla di giornalisti e curiosi tra il divertito e l’incredulo. Il messaggio è chiaro: gli automobilisti che sfidano e aggirano la legge taiwanese fanno una brutta fine. Ricordiamo che la Murcielago è stata un’autovettura sportiva prodotta dalla Lamborghini dal 2001 al 2010. È stata progettata da Luc Donckerwolke ed è stata introdotta nel 2002 in sostituzione della Diablo. Sei anni fa è stato messo in commercio l’ultimo esemplare, il numero 4.099. Il nome della vettura (che in spagnolo sta per pipistrello) è stato ispirato da quello di un toro dall’allevamento di Joaquin del Val de Navarra, che durante una corrida del 5 ottobre 1879 nell’arena di Cordoba resistette a 24 picche e nella fase successiva, scontrandosi col torero Rafael Molino, combatté con tanta passione e intensità che il matador decise di concedergli la “grazia”. Peccato che non l’abbia fatto anche il governo di Taiwan… Ed ora ecco il video, cliccatissimo su Youtube, della distruzione del gioiellino.