Yaya Touré brillo al volante: “Pensavo fosse Coca-Cola”

Yaya Touré (foto Daily Mail)
Yaya Touré (foto Daily Mail)

Diciotto mesi senza patente, una multa di 54.000 sterline (circa 64.600 euro) e un danno d’immagine ancora tutto da calcolare, ma di certo non indifferente. E’ questo il bilancio della “bravata” di cui si è reso autore Yaya Touré, beccato al volante della sua Audi RS6 in stato di ebbrezza lo scorso 29 novembre a Londra e quindi arrestato.

La notizia ha fatto rumore (e scalpore) ben oltre i confini del mondo del calcio, tanto che lo stesso centrocampista del Manchester City ha dovuto spiegare con una nota ufficiale le sue ragioni. “Nelle ultime due settimane – ha scritto su Facebook – c’è stata grande confusione sul motivo per cui sono stato condannato per guida in stato di ebbrezza, visto che tutti sanno che sono musulmano e che non bevo”.

“Ho sempre rifiutato l’alcol – ha poi precisato – e chi segue il calcio lo sa perché vede che non bevo lo champagne che viene offerto al man of the match dopo le partite”. L’ivoriano non ci sta, insomma, a essere bollato come un ubriacone. E pazienza se, come abbiamo scritto tempo fa, il personaggio non è nuovo alle trasgressioni del codice della strada. “Per me – ha aggiunto – è stato importante far capire alla corte che non ho bevuto intenzionalmente e il giudice nella sentenza lo ha riconosciuto”.

 

La linea di difesa di Touré

Yaya Touré rimarrà dunque senza patente, ma ha deciso di non fare ricorso, accettando la decisione del giudice, soddisfatto della sentenza in cui viene ammessa la sua involontarietà (per lui, che è di fede religiosa islamica, si tratta di un dettaglio non di poco conto). La sua linea di difesa è molto semplice: pensava che quel brandy che l’ha reso un po’ brillo “fosse Coca-Cola”. Touré conclude la sua nota con uno spot per la sicurezza stradale: “La guida in stato di ebbrezza è un reato grave e, anche se non ho intenzionalmente consumato alcol, accetto la sentenza e mi scuso per il mio errore. Ringrazio la mia famiglia, il City, i miei avvocati e i tifosi per il sostegno che mi hanno dato per affrontare questa difficile situazione”.