Incidenti smartphone alla guida, rischio ergastolo in Regno Unito

Smartphone in auto
Smartphone in auto (©Getty Images)

Le leggi che puniscono l’utilizzo dello smartphone alla guida stanno diventando sempre più severe. Una distrazione può essere fatale e causare incidenti, anche gravi e mortali.

In Italia attraverso la riforma del Codice Stradale, ancora da approvare, è stato deciso che l’utilizzo del telefono cellulare mentre si è al volante sarà punito con il ritiro immediato della patente (con sospensione fino a tre mesi), anche se si tratta della prima violazione. E si rischia il ritiro amministrativo dello stesso smartphone in caso di incidente, se viene dimostrato che l’averlo usato è stato la causa di tutto.

Regno Unito, ergastolo per incidenti provocati da utilizzo di smartphone?

La legge attualmente in vigore in Italia prevede una sanzione amministrativa (da 161 a 646 euro) e la sottrazione di cinque punti dalla patente. Solo in caso di recidiva, nei successivi due anni, può scattare la sospensione della patente (da 1 a 3 mesi).

Nel Regno Unito, però, stanno pensando a un provvedimento molto più duro per chi causa un incidente mortale mentre utilizza impropriamente lo smartphone alla guida. Si tratta della pena massima, ovvero dell’ergastolo. Il ministro dei Trasporti Chris Grayling in settimana annuncerà questa proposta radicale.

E’ il Sunday Telegraph a fornire queste clamorose anticipazioni. La legge attuale prevede 14 anni di carcere per casi simili, ma il desiderio è quello di innalzare in maniera drastica la pena. Nel Regno Unito sono stati riscontrati diversi casi di incidenti provocati dall’utilizzo di smartphone durante la guida. Dunque il Governo è pronto a prendere una soluzione estrema. Nel 2015 sono state condannate 122 persone per aver provocato incidenti mentre guidavano e telefonavano contemporaneamente.

Oltremanica sono pronti ad adottare una linea durissima. In settimana si saprà se le indiscrezioni emerse corrisponderanno a realtà. Ma il Sunday Telegraph si è detto sicuro delle proprie fonti e dunque non ci rimane che attendere.