Livio Suppo: “Tanti vincitori diversi un bene per la MotoGP”

Livio Suppo
Livio Suppo (©Getty Images)

Il campionato MotoGP 2016, nonostante il dominio di Marc Marquez, è stato parecchio interessante. Infatti abbiamo avuto la bellezza di nove vincitori diversi nel corso del Mondiale.

Hanno vinto nove marchi diversi: Honda (Marc Marquez, Dani Pedrosa, Cal Crutchlow e Jack Miller), Yamaha (Valentino Rossi e Jorge Lorenzo), Ducati (Andrea Dovizioso e Andrea Iannone) e Suzuki (Maverick Vinales). C’è stato un maggiore equilibrio in pista, dovuto anche alla decisione di passare alla centralina unica per tutti i team. Un software unico sui cui ogni casa ha dovuto lavorare per far rendere al meglio la propria moto.

Livio Suppo parla della MotoGP

In Honda c’è stata qualche difficoltà iniziale nello sfruttare al meglio la centralina unica, ma con il tempo le cose sono migliorate. In particolare i problemi di accelerazione sono stati quasi interamente risolti. E così Marc Marquez ha potuto mantenere la vetta della classifica MotoGP fino alla fine del campionato.

Livio Suppo, ripreso da Speedweek, ha commentato quanto avvenuto in questo Mondiale e quanto può avvenire il prospettiva: “Certamente sarà più difficile per le marche più blasonate coinvolgere i piloti più forti. La stagione 2016 è stata qualcosa di speciale, abbiamo visto nove piloti vincitori diversi con quattro produttori diversi. Questo è un bene per il Campionato del Mondo MotoGP, un grande vantaggio per le gare. Accadrà però che i conducenti spesso cambieranno il produttore futuro. Questo è un male per la Honda, ma bene per lo sport. Un vero vantaggio per il Campionato del Mondo MotoGP”.

Anche Lin Jarvis, managing director Yamaha, è d’accordo con il collega della Honda: “Si tratta di una tendenza positiva, senza dubbio. Credo che i piloti e i fan saranno i principali beneficiari di questa tendenza. Perché lo spettacolo continuerà a migliorare, ci saranno più tifosi sugli spalti a sostenere”

Se prima erano Honda e Yamaha a spartirsi vittorie e piloti migliori, adesso nella classe regina del Motomondiale c’è maggiore equilibrio. Bisogna considerare il ritorno prepotente della Ducati, con due successi nel 2016 e con un Jorge Lorenzo ingaggiato per vincere il titolo. C’è pure la Suzuki, vincente una volta nell’ultimo campionato e che punta al salto di qualità con Andrea Iannone nel 2017. Infine non scordiamo la voglia di Aprilia e KTM di poter lottare entro pochi anni per le prime posizioni.