MotoGP Ducati, Dall’Igna: “Ecco perché usiamo ancora le alette”

Gigi Dall'Igna
Gigi Dall’Igna (©Getty Images)

La Ducati prima di tutte le concorrenti aveva capito l’importanza che le alette potevano avere a livello aerodinamico sulle moto. Il team italiano le ha introdotte e poco dopo è stato imitato dagli altri.

Però per il 2017 esse sono state vietate. Una decisione che a Borgo Panigale non hanno preso bene e che è stata vista come la volontà da parte di qualcuno di mettere i bastoni tra le ruote. Un desiderio di bloccare una Ducati che era all’avanguardia nell’utilizzo di queste appendici alari, tra i punti di forza della Desmosedici. In particolare la Honda è sembrata quella più decisa a farle abolire.

Gigi Dall’Igna parla delle alette sulla Ducati

Nonostante per il prossimo campionato MotoGP le ali siano bandite, in Ducati nei test si è lavorato ancora con questa soluzione. Gigi Dall’Igna ha avuto modo di spiegare la ragione di questa scelta e in generale di parlare di tale argomento: “Le regole sono le regole, non possiamo cambiare – riporta Speedweek -. Ora stiamo sviluppando la moto in modo tale che risponda alle nuove normative. Quindi abbiamo bisogno di cambiare completamente l’aerodinamica della Ducati 2017. Abbiamo fatto un sacco di e prove con le alette a Valencia. Per noi era l’obiettivo più importante a Valencia era confrontare il nuovo telaio 2017 con quello 2016. Al fine di ottenere eventuali impressioni sul telaio quando alette sono mancanti, abbiamo voluto testare il nuovo telaio anche con una configurazione che è noto a noi e che siamo fiduciosi”.

Un lavoro di comparazione, insomma, per il team di Borgo Panigale. Confrontare la Desmosedici con e senza le alette per poi trarre alcune conclusioni in base ai dati raccolti. Per qualcuno potrà essere strano adottare qualcosa che nel 2017 non si potrà più utilizzare, ma invece in casa Ducati sanno perfettamente cosa stanno facendo. Esperienza e competenza non mancano nel box.