Lewis Hamilton grande stratega, Mercedes alza la voce del padrone

Lewis Hamilton
Lewis Hamilton (©Getty Images)

Nico Rosberg è il nuovo re della Formula 1, ma in casa Mercedes si respira un certo disappunto per il comportamento di Lewis Hamilton, che non ha obbedito ad un ordine di scuderia per seguire una personale strategia di gara e tentare il tutto per tutto pur di aggiudicarsi il titolo iridato.

Difficile fare da intermediari tra due campioni al volante della miglior monoposto del Mondiale, del resto in casa Mercedes la filosofia regnante è stata quella di lasciare massima libertà ai due alfieri. Ma mentre si punta il dito contro la strategia di Lewis, verrebbe da chiedersi perchè stavolta i vertici di scuderia abbiano cercato di metterci il naso seppur in maniera minima.

La strategia di Hamilton

Lewis Hamilton ha cercato di mettere in difficoltà il compagno di squadra non spingendo sempre al massimo, per compattare il gruppo alle sue spalle, nella speranza che Vettel e Verstappen riuscissero a superare Rosberg. Dai box a più riprese lo hanno sollecitato ad aumentare il ritmo, ricordandogli che avrebbe potuto gettare al vento la vittoria. Lapidaria la risposta di Lewis: “Ho perso il Mondiale, posso anche perdere la gara, no?”. Una frase istintiva che avrebbe fatto meglio a tenere per sè, ma racchiude il livore di un’intera stagione fatta di piccoli errori nella fase iniziale e di grandi contrattempi tecnici nella seconda parte.

La strategia del campione britannico ha messo Rosberg in una situazione difficile, davanti ad un bivio in cui una strada portava al tentativo di sorpassare Lewis per scrollarsi la marcatura di Vettel e Verstappen, l’altra all’amministrazione del secondo posto con una carica di tensione a mille per timore di possibili colpi a sorpresa alle sue spalle. Il comportamento di Hamilton non fa una piega, Nico ha superato l’ultimo grande ostacolo per aggiudicarsi meritatamente il titolo iridato. “Non capisco perché non ci abbiano lasciato correre liberamente – ammonisce il vice campione in conferenza stampa -. E’ un peccato. Non ho commesso nulla di pericoloso, non credo di aver tenuto un comportamento scorretto. Stavamo lottando per il campionato, ero in testa e controllavo la gara. Sono le regole”.

L’intervento dei vertici Mercedes

Il direttore tecnico della scuderia di Brackley è andato cauto nell’intervenire sul comportamento di Lewis: “Non voglio dire troppo su di esso. Chi lo sa quanto fosse davvero veloce la macchina? Non eravamo noi ad essere seduti là dentro. Il nostro obiettivo principale è quello di vincere la gara, quindi non ci piace vedere una macchina rossa venire in avanti. Tutti vogliono vincere e naturalmente anche noi come squadra. Gli ultimi tre giri sono stati davvero drammatici e snervanti”. E in effetti i primi quattro piloti sono arrivati al traguardo raccolti in meno di due secondi.

Toto Wolff ha minacciato di prendere provvedimenti per il comportamento di Lewis Hamilton, ma potrebbero essere parole buttate al vento, di un boss che vorrebbe massima collaborazione per il bene della scuderia Mercedes: “Sono leader della squadra e sono stato pilota, la situazione era un po’ schizofrenica, abbiamo visto che potevamo perdere la corsa per il ritmo e ho deciso di intervenire, ma Hamilton ha voluto ignorare. Dobbiamo valutare se questo non costituisca un precedente per il futuro”. Riuscirà la voce del padrone a iniettare disciplina in un cavallo purosangue?

Luigi Ciamburro