MotoGP, Mika Kallio: “KTM soffre più degli avversari”

Mika Kallio
Mika Kallio (photo Facebook)

Lavori in corso in casa KTM con Bradley Smith e Mika Kallio che, nella prima giornata di test MotoGP 2017 a Jerez, fanno registrare un gap piuttosto consistente di 2,5 secondi o poco più dal best lap di Hector Barbera. Il team austriaco prepara il suo esordio ufficiale in classe regina, ma ci sarà tanto lavoro da fare per lasciare la coda della classifica.

In questa sessione di test a Jerez Pol Espargaro non è potuto scendere in pista perchè ancora sotto contratto con Yamaha Tech3. Sul circuito andaluso sono al lavoro Bradley Smith e il collaudatore Mika Kallio. “Fisicamente mi sento bene, ma ancora non al meglio”, ha detto il pilota britannico. “Oggi ho completato 50 giri. Abbiamo provato molto, perché dobbiamo avere un’idea per capire quale direzione prendere in futuro. Abbiamo bisogno di scoprire su cosa dobbiamo lavorare e su cosa no. Ci sforziamo di dare a KTM e al mio capo meccanico squadra Tom Jojic quante più informazioni. Se abbiamo bisogno di nuove parti nel 2017, KTM ha tutto il periodo invernale per farlo”.

Il collaudatore Mika Kallio ha lamentato un’eccessiva mancanza di grip al posteriore rispetto agli altri piloti, ma è pur vero che si tratta delle prime uscite ufficiali: “Ora sappiamo di più in quali aree dobbiamo migliorare. Tuttavia, siamo consapevoli che abbiamo bisogno di essere un passo migliori in ogni settore”, ha detto il pilota finlandese come riportato da Speedweek.com. “La cosa importante è che una sensazione positiva è disponibile. Ciò suggerisce che abbiamo fatto un buon lavoro nel team durante i test stagionali”.

Le temperature basse hanno rallentato il programma di tutti i team impegnati a Jerez, ma le condizioni della pista sono lentamente migliorate: “Dobbiamo scoprire perché non abbiamo abbastanza aderenza – ha aggiunto Kallio -. Certo, il rivestimento non ha attualmente la presa ottimale. Ma se si guardano i tempi degli altri ragazzi, soffrono meno di noi. Abbiamo bisogno di capire perchè sulle temperature basse soffriamo di più rispetto all’avversario”.