Massa e Schumacher, una bottiglia di vodka e l’addio a Monza

Felipe Massa e Michael Schumacher
Felipe Massa e Michael Schumacher (©Getty Images)

Si avvicina l’addio di Felipe Massa alla Formula 1, dopo il Gran Premio di Abu Dhabi lascerà il Circus e metterà fine alla sua lunga carriera durata ben 14 stagioni, più della metà al volante della Ferrari (dal 2006 al 2013). Dal prossimo anno il pilota brasiliano sarà impegnato in altri eventi sportivi, ma per adesso preferisce non anticipare nulla e ricorda la sua esperienza al fianco del mitico Michael Schumacher.

Come sarà la sua vita lontano dalle piste di Formula 1? “Penso che sarà un sollievo. Certo mi mancheranno alcune cose, ma penso che ci sia la stessa quantità di cose che sicuramente non mi mancherà – ha confessato Felipe Massa -. Guidare per vincere mi mancherà. Dopo tanti anni di concorrenza diventa una seconda natura, quindi l’addio di sicuro crea un certo vuoto. Quindi dovrò riempire quel vuoto con altre cose… Ho alcune idee, ma per ora non voglio dire niente. Quello che posso dire è che nulla è ancora deciso. Di sicuro correrò, ma questo è solo il contorno di un piano più grande”.

Il ricordo indelebile di Michael

Massa e Schumi hanno condiviso lo stesso box Ferrari solo nel 2006, ma fu un’annata ricca di insegnamenti e ricordi da conservare gelosamente per Felipe: “Michael è stato molto divertente. E la maggior parte delle cose è accaduto in occasione degli eventi invernali della Ferrari a Madonna di Campiglio, quando eravamo in ‘tempo di relax professionale’ – ha raccontato Felipe Massa sul portale ufficiale della Formula 1 -. Facendo burnout con le auto in mezzo alla neve, scendendo i pendii con una bottiglia di vodka sotto la giacca a vento, per stare più caldi…”.

Il sette volte campione del mondo è stato una sorta di guru per il brasiliano, una leggenda di cui pochi possono vantarsi di aver condiviso il box e momenti di vita: “Certo, ho anche cercato di essere davanti a lui, ma l’ho guardato sempre come un idolo. Volevo essere come lui. Probabilmente mi vedeva come il piccolo ragazzo che voleva aiutare. E’ stato un rapporto molto diverso da tutti gli altri miei compagni di squadra – ha affermato il pilota della Williams -. Forse è per questo che ho deciso di annunciare il mio ritiro a Monza, in quanto vi è una storia collegata a questo”.

A distanza di anni certi avvenimenti, certe decisioni si sono ripetute e alcune decisioni non sono state casuali: “Kimi aveva già firmato un contratto con la Ferrari due anni prima e l’unico modo per me di restare con la Ferrari era che Michael andasse in pensione. E lo ha fatto, a Monza del 2006. Probabilmente era un po’ stanco, forse avrà pensato ‘Felipe sta facendo un buon lavoro, meglio dargli la possibilità di rimanere’. Non lo so – ha concluso -, ma è per questo che ho fatto la mia decisione a Monza 2016, dieci anni dopo”.

L.C.