Lin Jarvis: “Rossi e Lorenzo… rispetto si, amicizia no”

Jorge Lorenzo e Valentino Rossi
Jorge Lorenzo e Valentino Rossi

Il rapporto tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo è forse tra i più tormentati che la storia del Motomondiale ricordi, ma dopo l’ultima gara di Valencia da compagni di squadra i due campioni si sono salutati con tanto di stretta di mano e abbraccio. Un quadretto che non poteva passare inosservato nel box Movistar Yamaha e al boss Lin Jarvis.

Un po’ di storia…

Era il 2008 quando Lorenzo approdò al team di Iwata, ma qualche caduta di troppo e un Valentino al top della sua carriera non gli hanno dato scampo nelle prime due stagioni. Ma tra i due già non correva buon sangue, tanto da spingere il pesarese a cambiare livrea nel 2011 e tentare la sfida con la Ducati, rivelatasi poi la peggior scelta della sua vita. Nel 2013 Rossi ritorna in Yamaha, tra i due piloti sembra prevalere quel senso diplomatico tipico dei grandi campioni, ma la gara di Sepang dell’anno scorso sembra aver aperto il vaso di Pandora. Jorge si intromette nella disputa tra Valentino e Marquez, spinge per la penalizzazione del suo compagno di squadra pur di aggiudicarsi il titolo e progettare l’addio a Yamaha.

Difficile sintetizzare in poche righe le scintille tra i due alfieri della Yamaha, nè basterebbe ricordare il muro innalzato all’interno del box per rendere chiara l’atmosfera, ma al di là di tutto resta una pagina di storia indelebile della MotoGP, di cui tutti un giorno ricorderanno con fervore ed entusiasmo. Eppure alla fine anche i due epici rivali non hanno dimenticato di essere umani, in carne ed ossa, e quella stretta di mano spontanea dopo il Gran Premio di Valencia andrebbe incorniciata e messa in archivio.

L’ultima giornata da compagni di team

“Abbiamo festeggiato alla fine della giornata e abbiamo avuto una riunione al box. Jorge ha vinto la gara, abbiamo festeggiato questo, la sua partenza, la vittoria del campionato dei team, vinto grazie al contributo di entrambi – ha raccontato Lin Jarvis a MCN -. C’è stato un momento molto bello nel garage dove erano insieme, in modo spontaneo. Stavamo scattando una foto, si sono avvicinati, hanno parlato e scherzato insieme, si sono dati la mano… Non essendo compagni di squadra l’anno prossimo non miglioreranno il loro rapporto. Sono entrambi piloti molto competitivi, la loro storia rimane la stessa indipendentemente dal colore rosso o blu. Si rispettano l’un l’altro – ha concluso il managing director Yamaha -, ma il rispetto non significa amicizia”.