Suzuki e Andrea Iannone… amore a prima vista!

Andrea Iannone
Andrea Iannone (©Getty Images)

Tra Andrea Iannone e la Suzuki GSX-RR è stato amore a prima vista durante i due giorni di test MotoGP 2017 a Valencia. L’ex pilota Ducati ha chiuso la seconda giornata al quarto posto con soli 156 millesimi dal miglior crono di Maverick Vinales.

Il rapporto tra Iannone e la nuova moto sembra nascere sotto buoni auspici, nonostante la caduta del mattino abbia costretto i commissari a sbandierare il vessillo rosso e interrompere il test per un’ora. Al pomeriggio conserva la gomma morbida e fissa un ‘tempone’ che lascia intendere i grandi propositi del prossimo anno, riuscendo a fare persino meglio di Jorge Lorenzo in sella alla sua vecchia Ducati e a limare decimi preziosi nell’arco dei due giorni. Il primo bacio con la GSX-RR segna il tempo di 1’30″599, nonostante i postumi di un infortunio e la botta al gomito di qualche ora prima.

“Ho un’ottima prima impressione di questa moto. Ora sono davvero felice. Il secondo giorno siamo stati in grado di lavorare molto. Abbiamo anche capito molto di più – ha detto Andrea Iannone – perché avevamo raccolto alcune informazioni. Questa moto ha a mio parere una base molto buona. Il telaio è molto buono, ho guidato bene e ho avuto un buon feeling. Ma ci sono alcune aree che non mi convincono al cento per cento. Abbiamo problemi che devono essere migliorati. Inoltre ho parlato molto con gli ingegneri e la mia squadra. Ora che abbiamo le informazioni necessarie, siamo in grado di continuare a lavorare”.

Il suo feedback è positivo, ma balzano all’attenzione i punti deboli e di forza di una moto che dovrà ancora faticare per raggiungere alti livelli: “Soprattutto nelle curve, la moto è molto veloce. La velocità è elevata. Questa è la forza per me. Ma è molto importante per noi per migliorare la prima parte della fase di accelerazione, soprattutto nella seconda e terza marcia”. Peccato per la caduta in curva 12 al mattino: “Il mio gomito è gonfio, ho avuto dolore per tutto il giorno. Ho fatto del mio meglio, ma non ho spinto al cento per cento – ha concluso The Maniac -, perché sarebbe stato pericoloso, se fossi caduto di nuovo”.