MotoGP, logo Ducati sulla moto di Lorenzo: Yamaha irritata

(foto Twitter AS)
(foto Twitter AS)

Nei due giorni di test MotoGP a Valencia c’è stato spazio anche per le polemiche. Alla Yamaha non è piaciuto il fatto che la Ducati abbia esibito il proprio logo sulla Desmosedici di Jorge Lorenzo.

Il tutto è avvenuto nel primo giorno di prove, dove si è visto chiaramente il marchio apposto sul parafango anteriore della moto. Paolo Ciabatti ai microfoni di AS ha chiarito l’episodio: “E’ stato un nostro errore. Abbiamo montato un parafango del test team invece che quello che avremmo dovuto mettere sulla moto di Jorge. Nel secondo giorno abbiamo risolto”.

Lorenzo-Ducati-Yamaha: accordi da rispettare

Ducati ha provveduto a non ripetere l’errore, anche perché ci sono degli accordi precisi presi con Yamaha. Jorge Lorenzo fino al 31 dicembre 2016 è sotto contratto con la casa di Iwata e dunque non può indossare la tuta ufficiale e neppure correre con la moto che abbia colori e sponsor del team di Borgo Panigale. Non a caso tuta e moto sono quasi completamente nere, senza marchi.

Yamaha vuole sfruttare fino all’ultimo Lorenzo per motivi commerciali, anche se ha consentito al pilota di correre sulla Ducati nei test IRTA di Valencia. Non gli ha invece permesso di disputare quelli di Jerez, sui quali è nata una piccola polemica. Ma Lin Jarvis, managing director della casa di Iwata, ha ben chiarito quali siano le motivazioni della decisione. Possono non essere condivisibili, visto che solitamente quando un pilota poi se ne va in genere lo si lascia libero a tutto gli effetti. Ma i giapponesi, invece, hanno deciso una linea rigida e preferiscono rispettare gli impegni contrattuali, soprattutto perché in ballo ci sono sponsor. E’ una questione di business, oltre che sportiva.

Sicuramente alla Yamaha non dispiace non far salire il maiorchino nuovamente sulla Desmosedici a breve tempo, ma fargli ritardare il lavoro. Sa che il tre volte campione del mondo su Ducati può vincere e pertanto cerca di rallentare il suo apprendimento sulla GP17. Anche se ufficialmente, ovviamente, dalla scuderia di Iwata questa versione non verrà mai confermata.