Carabinieri, dal 2017 arrivano le auto verdi? (FOTO)

Macchina verde Carabinieri
Macchina verde Carabinieri (foto IlGiornale.it)

Dal 2017 arrivano le nuove auto verdi per i Carabinieri. Una novità dovuta al fatto che la Forestale è stata incorporata all’interno dell’Arma.

La decisione è arrivata in seguito all’approvazione del decreto legislativo 177 di agosto che ha riorganizzato le forze di polizia.  Dal prossimo anno vedremo delle automobili color verde smeraldo con le insegne dei Carabinieri.

Sul web stanno circolando già diverse foto, come quella de Il Giornale che vi abbiamo proposto. E si stanno scatenando vari commenti in merito. Non mancano le critiche per la decisione presa. Qualcuno, ironicamente, le ha definite le “vetture della Lega Nord” per ovvi motivi legati al colore verde.

La vecchia Guardia Forestale, ora accorpata e chiamata ‘Comando tutela ambientale, agroalimentare e forestale’, utilizzerà questi mezzi. Oltre alle scritte dei Carabinieri, sulla carrozzeria sarà presente il numero di telefono 1515 per l’emergenza ambientale. Inoltre la targa presenterà sigla Cfs (Corpo forestale dello Stato).

Marco Moroni, segretario del Sapaf, il sindacato autonomo dei Forestali, ha espresso dubbi sul risparmio da 100 milioni indicato dal Ministro Madia sull’accorpamento: “Cifra impossibile perché solo per modificare la livrea degli elicotteri per uniformarla a quella dei Carabinieri servirebbero 4,5 milioni – si legge su repubblica.it -. Anche il servizio bilancio del Senato ha espresso dubbi. Adesso però cominciamo a capire da dove arriva il risparmio. Dal maquillage. Prendono le nostre macchine e cambiano la scritta sulle portiere. Ci sembra poco dignitoso, sia per l’Arma e la sua storia bicentenaria, sia per i forestali”.

Il Sapaf ha deciso di presentare ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, perché con l’accorpamento il sindacato si dovrà sciogliere. Inoltre al Tar sono stati depositati migliaia di ricorsi da parte dei forestali che non vogliono essere militarizzati. La situazione è molto calda e vedremo che esito avranno questi ricorsi. Il Governo, comunque, rimane convinto che la scelta presa sia quella corretta.