Ducati, Casey Stoner: “Non tornerò a gareggiare in MotoGP”

Casey Stoner
Casey Stoner (©Getty Images)

Casey Stoner chiude le porte a un suo ritorno in MotoGP. Non farà nessuna gara, neppure da wild-card.

Nonostante sia Ducati che molti tifosi appassionati di motociclismo volessero rivederlo in pista, l’australiano intende tenere fede alla decisione presa nel 2012, quando si ritirò ufficialmente dalle corse. Da allora è stato prima tester Honda e da inizio 2016 della Ducati.

Più volte si è fantasticato su un suo ritorno in pista, anche solo per un gran premio. Ma questo non avverrà ed è stato lui stesso in occasione dell’Eicma di Milano a porre fine a ogni ipotesi di rivederlo gareggiare.

Casey Stoner, niente più gare in MotoGP

Casey Stoner con queste semplici e concise parole ha espresso la propria decisione di non scendere più in pista per sfidare Valentino Rossi e gli altri: “No, non ci sono stato negli ultimi quattro anni – riporta Sportmediaset.it – e non ci sarò l’anno prossimo”.

L’australiano ha voluto porre la parola fine a questa vicenda, anche se sicuramente in futuro ricapiterà di riparlare dell’argomento. Però è giusto rispettare la scelta del due volte campione del mondo di MotoGP. E’ inutile continuare a immaginare di rivederlo gareggiare e porgli continue domande sul tema. Se un giorno eventualmente se la dovesse sentire, sarà lui a farsi avanti.

Intanto Casey Stoner ha pure annunciato la sua presenza per l’ultimo gran premio di Valencia: “Ci andrà per vedere la gara nel fine settimana e poi per i test successivi, che sono molto importanti per noi per capire a che punto siamo e come possiamo migliorare la moto per il prossimo anno. Non farò i test ma sarò molto vicino per capire che cosa succede”.

Il 31enne di Southport continuerà a svolgere il suo ruolo di collaudatore e ambasciatore Ducati. I suoi consigli saranno preziosi per migliorare la moto, anche se poi è il team a decidere se seguirli o meno. Sulla Desmosedici, alla fine, ci dovranno salire altri piloti e non lui.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)