Nuovo scandalo Volkswagen, un software per ‘truccare’ le Audi

Audi
Audi (©Getty Images)

I funzionari del California Air Resources Board (Carb), l’agenzia californiana per la protezione dell’ambiente, alcuni mesi fa hanno scoperto che alcuni motori Audi sono stati truccati per segnalare minori emissioni di CO2 nei test in laboratorio rispetto all’uso in strada. La Casa degli Anelli e Carb hanno avviato già un tavolo di discussione, adesso il rischio è che si allarghi lo scandalo emissioni Volkswagen dopo il Dieselgate.

Secondo l’agenzia californiana la Casa tedesca sarebbe riuscita a falsificare le emissioni di ossido di azoto, grazie ad un software illecito installato su modelli sia a diesel che benzina con cambio automatico AL551, comprese Audi A6, A8 e Q5. A darne notizia il magazine tedesco ‘Bild’ che non specifica la fonte della notizia, ma offre particolari molto dettagliati. Questo software sarebbe in grado di stabilire se l’auto procede con le ruote dritte o sterzate, così da avvertire se si tratta di un test di laboratorio oppure on the road e conseguentemente intervenire sul motore per farlo apparire più ecologico.

Secondo ‘Bild’ questo software sarebbe stato impiegato fino allo scorso mese di maggio e l’azienda avrebbe sospeso diversi ingegneri coinvolti in questa nuova vicenda, che finora non è stata smentita da Audi. Un nuovo colpo di scena dopo lo scandalo Dieselgate e a pochi giorni dall’accordo raggiunto fra Volkswagen e le autorità statunitensi, circa il rimborso da elargire ai clienti. Nel nuovo scandalo sarebbe coinvolto anche Axel Eiser, attuale responsabile dei powertrain dell’azienda tedesca, nominato proprio dopo le epurazioni ai vertici seguite allo scandalo.

In questa vicenda legata al CO2 sarebbero coinvolte centinaia di migliaia di auto in tutto il mondo. In queste ore giunge anche la notizia di un ampliamento di indagine da parte del tribunale di Braunschweig ai danni di due membri del consiglio di sorveglianza del gruppo, tra cui il presidente Hans Dieter Pötsch, per una sospetta manipolazione del mercato. Nel registro degli indagati erano già finiti l’ex ceo del gruppo, Martin Winterkorn, dimessosi nel 2015, e l’attuale amministratore delegato, Herbert Diess. Secondo i pm, i vertici Volkswagen avrebbero dovuto chiarire i possibili danni finanziari dovuti al dieselgate prima dell’ammissione di colpe del settembre 2015, ma Volkswagen ribadisce di aver informato i mercati finanziari nei modi e nei tempi dovuti.

Luigi Ciamburro