Spia rossa in casa Ferrari. Ecclestone: “Vettel non è Schumacher”

Maurizio Arrivabene e Sebastian Vettel
Maurizio Arrivabene e Sebastian Vettel (©Getty Images)

Lo sfogo via radio di Sebastian Vettel nel GP del Messico dimostra in modo sin troppo eloquente l’aria che si respira in casa Ferrari. C’è troppo nervosismo ai box per la mancanza di risultati, 10 podi in 19 gare sono pochi per una scuderia storica come quella di Maranello e Maurizio Arrivabene si trova in una situazione poco invidiabile.

Mancano ancora due gare alla fine del Mondiale 2016 di Formula 1, due gare dove le Rosse di Vettel e Raikkonen dovranno cercare quantomeno di tenere alto il nome e il morale della squadra, in attesa che l’inverno porti consiglio e soprattutto passi avanti nello sviluppo della monoposto. Ma se alla vigilia di questo campionato si era partiti con una dose eccessiva di ottimismo, scommettiamo che la lezione sia stata metabolizzata e difficilmente sentiremo parlare di una macchina competitiva fino all’inizio del prossimo campionato.

Il parere di Ecclestone

In una lunga intervista al sito ufficiali di F1 Bernie Ecclestone cerca di analizzare la difficile situazione in casa Ferrari: “Tutto quel che spero è che la Ferrari si riorganizzi e riprenda a vincere le gare… Vettel non ha lo stesso potere che aveva Schumacher… Non invidio il lavoro di Maurizio, non vorrei farlo io”. Ma di cosa necessita la scuderia italiana per tornare ai vecchi splendori di un tempo? “Beh, probabilmente quello di cui Maurizio (Arrivabene) ha disperatamente bisogno è un buon supporto tecnico come l’ha avuto Mercedes, per esempio. Se avessero avuto l’appoggio che ha la Mercedes avrebbero vinto le gare di sicuro. Ma sono sicuro che si vedrà una Ferrari diversa il prossimo anno”.

Il parere di Brawn

Già, ma guai a pensare troppo positivo per il futuro, un errore commesso meno di un anno fa. Meglio guardare al presente, spiegare a Sebastian Vettel che sarebbe meglio tacere via radio e tenersi dentro alcune considerazioni. L’ingegnere inglese Ross Brawn, la mente tecnica dei successi di Michael Schumacher negli anni 2000-2004, conosce bene l’ambiente di Maranello, gli uomini e i piloti. L’unica ricetta consigliabile è a base di lavoro e pazienza: “La fase attuale è per Vettel molto frustrante, ma credo che sapeva di essere coinvolto in una sfida difficile con la Ferrari – ha dichiarato ai microfoni di Sky Sport -. Penso anche che era proprio uno dei motivi per cui ha scelto l’offerta Ferrari. Stava cercando un nuovo incentivo per un nuovo passo nella sua grande carriera”.

Impossibile ripetere l’epoca d’oro di Michael Schumacher, forse è storia che resterà nei libri e nei cuori dei tifosi, che non diventerà realtà a breve termine: “Sebastian è un corridore eccezionale e una persona molto intelligente. Sono sicuro che quando è andato alla Ferrari avrà pensato a quello che Michael ha fatto in precedenza – ha aggiunto Ross Brawn -. Vettel ha certamente cercato di ispirarsi a Schumacher e trovare un approccio simile”. Il suo nervosismo? “Penso che sia una buona cosa, perché sottolinea il fatto che Vettel tiene tanto a quello che fa… La squadra ha bisogno di stabilità”. E per il 2017 non resta che sperare nel nuovo regolamento…

L.C.