MotoGP, Jorge Lorenzo: “Triste dire addio a Yamaha”

Jorge Lorenzo
Jorge Lorenzo (©Getty Images)

Una settimana o poco più separa l’addio di Jorge Lorenzo dalla sua cara Yamaha, una decisione presa dopo le polemiche dello scorso campionato con Valentino Rossi e perchè spinto dalla ricerca di nuovi stimoli. Il maiorchino si congeda dalla Casa di Iwata con un editoriale scritto per Autosport.

L’esperienza in MotoGP inizia all’età di appena 20 anni per Jorge Lorenzo, che subito conquista la fiducia della Yamaha nel 2008, dopo aver vinto due titoli iridati nella classe 250 con Aprilia. Si mette subito in mostra con un quarto posto, poi sfiora il titolo l’anno successivo e diventa campione della classe regina nel 2010, nel 2012, infine nel 2015. Altre tre volte vice campione del mondo, impossibile dimenticare un team che ti ha dato tanto e a cui ha dato altrettanto. “E’ un po’ triste lasciare la Yamaha, perché sono stato con loro un sacco di anni e sono entrato in MotoGP con loro quando avevo solo 20 anni. Lascerò dopo nove anni, con un sacco di successi sia per la Yamaha che per me”.

Un passato indimenticabile con Yamaha

Difficile confessare i veri motivi che lo hanno portato a questa scelta, non da escludere il prestigioso ingaggio offertogli dalla Ducati, 12 milioni a stagione o poco più. I ricordi di Jorge partono dal lontano 2006, quando ha firmato con la Yamaha per il 2008: “Volevamo essere sicuri di entrare in MotoGP con una moto ufficiale e una fabbrica importante come Yamaha – ha spiegato Lorenzo -. Abbiamo deciso di rimanere un altro anno in 250, per cercare di essere campione del mondo due volte e di essere un po’ più preparati, fisicamente e mentalmente. Abbiamo cercato di mantenere il segreto per un sacco di mesi. Ma alla fine era impossibile. Nel 2007, tutti sapevano perché abbiamo avuto un test privato con la Yamaha sul circuito di Almeria”.

L’esordio è stato subito sorprendente, con una pole conquistata nel 2008 in Qatar e il secondo gradino del podio. Era il segno evidente che si poteva mirare al titolo iridato, non prima di aver fatto i conti con un compagno davvero temibile come Valentino Rossi. Tre pole consecutive e la vittoria alla terza gara, un successo arrivato troppo in fretta, tanto da commettere un errore e subire un brutto infortunio alle caviglie che lo costringono fuori per qualche GP: “Ho capito che queste moto sono molto pericolose, che bisogna essere molto attenti. È necessario cercare di arrivare al tuo massimo, ma senza passare il limite”.

Valencia 2015-Valencia 2016, vittoria e addio

Ma la stagione che ricorderà con più gaudio è quella del 2015, “è stata quella che ho goduto di più, ha un sapore migliore. Ero stato sempre dietro in campionato, sempre in lotta con la sfortuna, sempre in lotta con i cattivi risultati e recuperavo, ma poi perdere di nuovo. Guadagnavo un sacco di punti da Valentino Rossi, poi perdevo di nuovo… e, infine, proprio nell’ultima gara, all’ultimo momento, all’ultima curva, all’ultimo giro ho vinto. Quando qualcosa è davvero difficile da ottenere e, infine, si ottiene, il sapore è più dolce – ha aggiunto Jorge Lorenzo -. Quel fine settimana di Valencia lo scorso anno è stato speciale. Ho avuto un sacco di pressione. Sapevo che dovevo vincere per aggiudicarmi il titolo mondiale”.

Dopo essersi complimentato con la Yamaha per il lavoro compiuto in questi nove anni insieme, dicendosi certo che saprà compiere un ottimo lavoro in vista del 2017, il pilota spagnolo pensa già al momento dell’addio di domenica prossima, quando correrà l’ultima gara in sella alla M1: “Gareggiare con la squadra per l’ultima volta a Valencia sarà un momento molto emozionante, perché la squadra mi ha dato tanto. Sono pienamente motivato a lavorare il più duramente possibile – ha concluso Lorenzo – e cercare di finire con un’altra vittoria in Yamaha”.