F1, Fernando Alonso: “Ferrari con me era più veloce”

Fernando Alonso
Fernando Alonso (©Getty Images)

Da due anni Fernando Alonso ha lasciato la Scuderia Ferrari per tentare una nuova e difficile avventura con la McLaren, ma finora la sua scelta non ha portato buoni risultati. Il miglior risultato stagionale è stato il 5° posto a Monaco e negli Stati Uniti, si intravedono i primi progressi, ma la lotta per il podio è ancora lontana. Nel frattempo il ricordo del suo vecchio team è ancora caldo, come dimostrano i dardi infuocati rivolti verso Maranello.

Nonostante siano trascorsi due anni Fernando Alonso e Ferrari sembrano ancora legati da un cordone ombelicale, perchè quando viene toccato quel pulsante subito si innesca la scintilla ‘esplosiva’. A suo dire la scelta di lasciare la Rossa si è rivelata corretta, sapeva che negli anni a venire non avrebbero vinto nulla, anzi. Con il suo addio la situazione sarebbe peggiorata e finora i risultati sembrerebbero dargli ragione. In cinque campionati al volante della Ferrari lo spagnolo per tre volte si è aggiudicato il titolo di vicecampione, quest’anno Sebastian Vettel chiuderà 4° nella migliore ipotesi.

McLaren decisione giusta?

Per due volte Alonso ha sfiorato il titolo iridato, nel 2010 e nel 2012, perdendo all’ultima gara. “Auguro sempre il meglio per la Ferrari. Siamo andati vicini per due anni all’essere campioni fino all’ultima gara e abbiamo ottenuto tre secondi posti, risultati che oggi non possono nemmeno sognare, perché sono quarto e quinto quest’anno – ha detto il pilota di Oviedo a Motorsport -.. E’ stata una bella avventura, ma doveva finire perché sapevo che la Ferrari nel 2015 e nel 2016 non avrebbe vinto”, quindi la scelta di cambiare casacca si è rivelata giusta, ormai stanco di essere l’eterno secondo.

Nonostante i pessimi risultati Fernando Alonso non si pente di essere approdato alla McLaren, un progetto che richiede tempo, lavoro e pazienza per porre solide basi che, secondo lui, porteranno a breve a lottare per il titolo: “Entrare in un progetto come la McLaren è stata una sfida che mi serviva e che mi fa molto felice, se non pensavo di poter diventare campione non sarei qui. Ci vuole tempo, ma è normale dopo che per 20 anni la Honda è stata fuori dalla F1. Siamo sulla strada giusta”. Per adesso si consola con il rispetto e l’affetto di tifosi e team, in futuro sarà la pista a dare il responso.