F1 ‘Gran Bazar’: Verstappen accende l’incendio nella ‘zona grigia’

Max Verstappen e Sebastian Vettel
Max Verstappen e Sebastian Vettel (©Getty Images)

Mentre le Mercedes si involano verso lo sprint finale per il titolo iridato, nelle retrovie si accende la polemica dopo quanto successo nel GP del Messico tra Sebastian Vettel, Max Verstappen e Daniel Ricciardo, ma anche Nico Rosberg e Lewis Hamilton vengono trascinati nell’occhio del ciclone.

Se qualcuno cercava un modo per attirare più attenzione sul mondo della Formula 1 è stato accontentato, peccato che non si tratti di sana e genuina competizione in pista, perchè finora sono le parole a dettare lo show. Vettel è stato graziato dalla FIA dopo aver offeso via radio Charlie Whiting e alcuni avversari, ma resta da capire chi decide di mandare in onda solo alcuni dei messaggi via radio. C’è però da immaginarsi che ormai ogni espediente sia consentito per fare share. L’olandesino Verstappen non accenna a spegnere il focolaio di guerra all’indomani del Gran Premio e rincara la dose, accusa Sebastian di non sapersi difendere dagli attacchi di Ricciardo e chiede spiegazioni (questo è lecito) per la mancata penalizzazione di Hamilton autore di una manovra molto simile alla sua.

Verstappen contro Vettel

Sul fronte Ferrari Max attacca senza peli sulla lingua: “Io so come fare quella manovra, Vettel no. L’ha fatta in modo ridicolo. Ho visto il video e Seb si è spostato quando Daniel era già al suo fianco, andando a colpirlo”. Ciliegina sulla torta di una disputa verbale iniziata già in gara, con il pilota della Ferrari che ha sbraitato con l’indisponente Verstappen via radio, reo di non avergli ceduto la posizione dopo l’errore negli ultimi giri di gara. Alla fine tra i due litiganti il terzo gode, sul podio “immaginario” sale Ricciardo e adesso Vettel dovrà chiarirsi con l’olandese come promesso in una lettera di scuse inviata alla FIA.

Sarà probabilmente un’operazione di facciata, una richiesta di scuse a denti stretti, nulla che possa impedire futuri contrasti in pista. Ma dal box Red Bull arrivano primi chiarimenti e, ancora una volta, il ‘marcio’ sembra cadere dall’alto: “Verstappen non ha disobbedito a un ordine della squadra”, ha dichiarato Christian Horner. “Non è stato mandato in onda un team radio successivo, nel quale abbiamo detto al pilota di rimanere dove era, che stavamo chiedendo lumi alla direzione gara. Loro ci hanno detto che dovevano approfondire meglio la questione, per capire se Verstappen si fosse avvantaggiato o meno nel tagliare la chicane… Non abbiamo ricevuto dai commissari l’ordine di far passare la Ferrari”.

Verstappen contro Mercedes

Diventa incomprensibile la decisione di non penalizzare Lewis Hamilton ad inizio gara, quando ha tagliato la curva finendo fuori pista per resistere all’attacco di Nico Rosberg, un’uscita che gli ha fatto guadagnare un margine di alcuni metri. “E’ ridicolo. Penso che sia la stessa manovra – ha tuonato Max Verstappen -. Hamilton è andato fuori pista e, quindi, ha tratto un sacco di beneficio. Anche Rosberg è andato fuori quando ci siamo toccati e lui ne ha approfittato. Se non danno una punizione per questo, perchè darla a me che non ho nemmeno guadagnato un vantaggio? Ero ancora davanti a Vettel in frenata e quando sono tornato in pista l’avevo alle calcagna”.

Nelle ultime gare del Circus le polemiche sembrano aver preso il sopravvento sullo spettacolo sportivo, le offese tra piloti sono l’ingrediente che non manca mai, ma c’è la sensazione che questo gioco di irruenza sia per certi versi manovrato dall’alto. Non resta che attendere le ultime due gare di campionato per stemperare gli animi, ma forse basterebbe che gli addetti ai lavori spieghino la mancata penalizzazione ai danni di Hamilton. Sarebbe un buon modo per fare chiarezza sulla zona grigia della Formula 1, prima che le baruffe prendano il sopravvento sullo sport.

L.C.