MotoGP, Marquez: “Valentino è l’avversario più difficile da battere”

Marc Marquez e Valentino Rossi
Marc Marquez e Valentino Rossi (©Getty Images)

Marc Marquez ha avuto la meglio sugli avversari nella stagione 2016, conquistando un titolo iridato con tre gare di anticipo e al termine di una stagione senza errori, eccezion fatta per le ultime gare in Australia e Malesia e il GP della Malesia. Tre piccoli nei che non possono offuscare la sua grande stagione, preludio di una carriera che si avvia a diventare leggendaria. Ma tra i suoi sfidanti preferiti c’è ancora valentino Rossi.

Dopo i fatti di Sepang del 2015 Marquez e Rossi sono i sorvegliati speciali della Dorna, due scintille che possono scatenare un incendio se collidono l’una contro l’altra. Ma durante tutto il campionato le tensioni sono state tenute a bada, a Barcellona hanno dato dimostrazione di essere dei veri campioni con una stretta di mano che resterà negli annali, seppur un’accesa rivalità vive nei meandri del cuore e dell’anima. Stavolta El Cabroncito ha avuto la meglio sul Dottore, ma la sfida non finisce qui, perchè ci saranno ancora due stagioni da combattere.

L’astro nascente contro il sole che tramonta, il giovane fenomeno di Cervera che sfida il suo idolo di gioventù, ammesso che lo sia ancora dopo il caos dell’anno scorso “Quando si lotta contro Valentino, poi si impara molto. Ha un sacco di esperienza, c’è sempre da poter imparare in diversi modi qualcosa. Pertanto, la mia risposta rimane la stessa. Ma ogni lotta è diversa. Ho combattuto un paio di volte contro Jorge, anche lui è un ottimo pilota negli ultimi giri. Ma Valentino è uno dei piloti più difficili da battere”.

Nel 2016 Marc Marquez non ha avuto rivali, eccezion fatta nelle primissime gare, aiutato da un team che ha saputo risolvere in breve tempo i problemi di inizio campionato, i ritardi causati dal nuovo regolamento su gomme ed elettronica. Qual è il segreto del suo successo? “Per vincere un titolo, devi essere costante. Ma a volte è necessario assumere un rischio per vincere e per ottenere 25 punti. La cosa importante è essere sul podio più spesso possibile – ha aggiunto il neo campione del mondo -. Quest’anno è stato importante essere in grado di adattarmi rapidamente alle diverse condizioni. Questa è stata la più grande differenza rispetto agli altri piloti, sono riuscito a cambiare il mio stile di guida molto in fretta”.